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News Lavoro

29-04-2013

Congedo padre lavoratore


Il Sole 24 Ore 29 aprile 2013

In via sperimentale per il triennio 2013-2015 il lavoratore padre avrà la possibilità di astenersi dal lavoro per un giorno entro i primi 5 mesi dalla nascita del figlio o dal suo ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento. 

Il congedo obbligatorio, della durata di un giorno, si aggiunge al congedo della madre e può essere fruito dal padre anche durante questo periodo e può essere goduto anche dal padre, che richiede il congedo di paternità, di cui all’art. 28, decreto legislativo n. 151 del 2001, nelle ipotesi di grave infermità, decesso o assenza della madre.

Il congedo obbligatorio spetta anche al padre adottivo e affidatario.

Il trattamento economico, relativo al giorno di congedo obbligatorio è a carico dell’Inps ed è pari al 100% della retribuzione. 

In relazione al trattamento previdenziale, non è richiesta una anzianità contributiva minima, ai fini dell’accreditamento dei contributi figurativi per il diritto alla pensione e alla sua determinazione.

Il padre deve comunicare per iscritto al datore di lavoro, ovvero, se attivo, attraverso il sistema aziendale di richiesta e gestione delle assenze, i giorni in cui intende avvalersi del congedo, almeno 15 giorni prima della nascita del bambino o comunque della data presunta del parto. 



29-04-2013

Erogazione contributi pagamento baby-sitter o asili nido


Il Sole 24 Ore 29 aprile 2013

Legge n. 92/2012

Il contributo per il pagamento di servizi di baby-sitting o asili nido può essere erogato sia alle dipendenti sia alle iscritte alla gestione separata. 

Tale opzione è alternativa alla fruizione di periodi di congedo parentale facoltativi, da fruire al termine del periodo di maternità obbligatoria. 

Il beneficio può essere goduto al termine del congedo di maternità e negli 11 mesi successivi. 

Il contributo sostituisce il congedo parentale e può essere richiesto anche se la lavoratrice abbia già usufruito, ma solo in parte, dello stesso. 

Per ogni quota mensile di benefici richiesta il congedo parentale si riduce di un mese e l’Inps, per consentire la rideterminazione del congedo, comunicherà al datore di lavoro l’ammissione della lavoratrice al beneficio scelto. 

Il contributo è pari a 300 euro mensili, da riproporzionare in caso di part-time e può essere richiesto per un massimo di 6 mesi, tranne che per le lavoratrici iscritte alla gestione separata che possono fruire dei benefici per un massimo di 3 mesi.

La lavoratrice deve presentare apposita domanda telematica all’Inps nell’ambito dello spazio temporale fissato dall’Istituto allo scopo, indicando quale opzione abbia scelto (baby-sitting o rete dei servizi) e per quante mensilità.



29-04-2013

Denunce Inail on line


Italia Oggi 29 aprile 2013 

Inail, circolare n. 19/2013

Dal 30 aprile 2013 gli adempimenti Inail, relativi ad apertura e/o chiusura di Pat, variazione attività, cessazione di una lavorazione, devono essere effettuati esclusivamente sul relativo sito Internet, ovvero in modalità esclusivamente telematica. 

Lo precisa lo stesso Inail nella circolare n. 19/2013.

Con le credenziali di accesso (PIN), gli utenti potranno compiere le operazioni accedendo alla sezione “Punto cliente” del sito Inail (www.inail.it), servizio “Variazione ditta”. 

La novità interessa anche il settore navigazione per il quale, sempre dal prossimo 30 aprile, traslocano online le comunicazioni di variazioni anagrafiche (armatore, nave, proprietario) e le denunce di cessazione assicurazione.

L’Istituto continuerà ad erogare i servizi di assistenza tecnica tramite il contact center multicanale al numero 803.164 da telefono fisso e al numero 06.164.164 da cellulare.



29-04-2013

Mobilità


Italia Oggi 29 aprile 2013 

Nel periodo transitorio 2013-2016, prima della sua definitiva scomparsa, la mobilità può essere riconosciuta anche alle imprese commerciali, le agenzie di viaggio e le imprese di vigilanza in precedenza escluse; per i lavoratori è stato cancellato l’onere di rendere la Did, la dichiarazione di immediata disponibilità.

In particolare, l’art. 3, comma 1, Legge n. 92 del 2012 ha aggiunto all’art. 12 Legge n. 223/1991 un comma 3bis, con il quale a partire dal 1° gennaio 2013 il trattamento straordinario di integrazione salariale viene concesso 

  • alle imprese, che esercitano attività commerciali, con più di 50 dipendenti e fino a 200, 
  • alle agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, con più di 50 dipendenti, 
  • alle imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti, 
  • alle imprese del trasporto aereo, a prescindere dal numero di dipendenti e alle imprese del sistema aeroportuale, a prescindere dal numero di dipendenti, per le quali dal 1° gennaio 2013 viene abrogata la durata “speciale” (48 mesi) della CIGS in luogo di quella ordinaria, determinata in base alle diverse causali.
Poiché in forza del combinato disposto dell’art. 3, comma 1, Legge n. 92/2012 e degli artt. 4 e 7 della Legge n. 223 del 1991, il trattamento straordinario di integrazione salariale è stato esteso alle suddette imprese, deve ritenersi - anche su avviso del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - conseguentemente estesa, alle stesse imprese, la tutela in materia di mobilità e quindi l’applicazione alle medesime della contribuzione per la mobilità, di cui alla normativa vigente.



28-04-2013

Aggiornamento ruoli agenti presso le camere di commercio


Il Sole 24 Ore 28 aprile 2013

Così come è previsto dai decreti del Ministero dello Sviluppo Economico del 26 ottobre 2012, gli agenti di commercio e i mediatori devono aggiornare le proprie posizioni alla Camera di Commercio entro il prossimo 12 maggio. 

In particolare, le imprese individuali e le società che figurano nel registro delle imprese e hanno dichiarato un’attività di agente e rappresentante di commercio, dovranno inoltrare, entro il 12 maggio 2013, un’apposita comunicazione al registro delle imprese, attraverso la procedura ComUnica, indicando i dati aggiornati relativi alle sedi ed unità locali ed ai soggetti abilitati che svolgono queste attività per conto dell’impresa.

Le imprese che non inoltreranno per tempo la comunicazione saranno soggette all’inibizione dell’attività.

Coloro che sono iscritti nel vecchio ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio, ma ad oggi non esercitano l’attività, possono, entro il prossimo 12 maggio, iscriversi nell’apposita sezione REA, compilando l’apposito modello ministeriale da inoltrare con la procedura ComUnica.

Il mancato rispetto dei termini comporterà per il soggetto interessato l’impossibilità di continuare ad essere abilitato; tuttavia l’iscrizione nel soppresso ruolo costituisce un requisito richiesto per l’inizio dell’attività nei 5 anni successivi al 12 maggio 2012.

Si precisa dunque che il mancato adempimento nel termine previsto del 12 maggio 2013, comporterà la decadenza dalla possibilità di iscriversi nell’apposita sezione del REA e quindi l’impossibilità di mantenere, attraverso il REA, la propria abilitazione.

I soggetti che cessano di svolgere l’attività di agente o rappresentante, all’interno di una impresa, dovranno chiedere, entro e non oltre 90 giorni, di essere iscritti nell’apposita sezione REA per non perdere i requisiti acquisiti.



28-04-2013

Durc e gare di appalto


Il Sole 24 Ore 28 aprile 2013

Consiglio di Stato, ordinanza 23 aprile 2013 n. 1465

Con l’ordinanza 23 aprile 2013, n. 1465, la terza sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto illegittime le circolari n. 35/2010, n. 145/2010 e n. 7/2008, emanate dal Ministero del Lavoro, dall’Inps e dall’Inail, che limitano la validità del Durc alla singola gara di appalto, senza possibilità di utilizzo del suddetto documento per altre gare diverse da quella per la quale è stato richiesto.

Il Consiglio di Stato ha chiarito che l'efficacia del DURC non può essere limitata, come invece sostengono le Amministrazioni, a una sola gara d' appalto nel corso dei tre mesi di validità, dal momento che non esiste una disposizione di legge in questo senso, rendendo così «irrilevanti» alcune circolari Inail, Inps e Ministero del Lavoro di segno opposto. 

I giudici amministrativi, nell’ordinanza in oggetto, precisano che a fronte della contestata efficacia probatoria della documentazione, non vi sono disposizioni che prevedano che il Documento di regolarità contributiva per la partecipazione alle gare di appalto debba essere riferito alla specifica gara di appalto, diversamente le disposizioni contenute nelle circolari, citate dall'appellante, non sono rilevanti, non potendo essere ritenute tali le circolari che appaiono contra legem.

Ora, l'interpretazione data delle circolari è contraria al principio di semplificazione dell'azione amministrativa, in quanto prevede il rilascio di nuovi documenti, pur essendo in possesso di altri ancora validi che abbiano già attestato la situazione contributiva dell’azienda.

Il Consiglio di Stato ha altresì affermato che non vi sono norme primarie che dispongano che il Durc per la partecipazione alle gare di appalto debba essere rilasciato con riferimento alla specifica gara, inoltre non è provato che la regolarità contributiva venga accertata in modo diverso dagli enti preposti a seconda dei diversi fini, ovvero partecipazione a gare di appalto, stati avanzamenti lavori e concessione di finanziamenti.

I giudici amministrativi hanno poi sostenuto che la presentazione in gara di un Durc, richiesto per altri scopi, non comporta l'esclusione, ma caso mai la richiesta di ulteriori chiarimenti e integrazioni ai sensi dell’articolo 46 del Codice degli appalti, tanto più che il comma 10 dell'articolo 16-bis, del decreto legge n. 185/2008 precisa che le stazioni appaltanti acquisiscono d'ufficio, anche mediante canali informatici, il Durc dagli istituti o dagli enti abilitati al rilascio in tutti i casi in cui la legge lo prevede.



27-04-2013

Totalizzazione bonus o maggiorazioni contributive


Il Sole 24 Ore 27 aprile 2013

Inps, messaggio 26 aprile 2013 n. 6878

L’Istituto con il messaggio in epigrafe, ha precisato che i periodi lavorati, svolti in altri Stati membri dell'Unione Europea e attestati dai lavoratori con il Modello E 205, non possono essere totalizzati ai fini della normativa che disciplina l'accesso anticipato al trattamento pensionistico, prevista in materia di lavori usuranti ex decreto legislativo n. 67/2011, né con riguardo ai periodi assicurativi esteri durante i quali i lavoratori siano stati esposti all'amianto.

Questa posizione valida per i periodi di lavoro dove non è possibile accertare il possesso, in capo ai lavoratori, dei requisiti richiesti dalla citata legge (lavori usuranti) oppure il reale svolgimento di attività lavorative con esposizione all'amianto. 

Sempre secondo l’Istituto, nei casi dubbi, le sedi territoriali che si vedranno inoltrare il modello 'E 205' dovranno per forza richiedere ulteriori informazioni alle istituzioni del Paese di provenienza del lavoratore, così da poter verificare l’effettivo possesso dei requisiti richiesti.



27-04-2013

Licenziamento illegittimo per uso documenti riservati


Il Sole 24 Ore 27 aprile 2013

Corte di Cassazione, sentenza 14 marzo 2013 n. 6501

La Cassazione, con la sentenza in epigrafe, ha affermato che il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore soltanto perché questi lo ha denunciato, servendosi di documenti aziendali riservati; è necessario, infatti, fornire la prova della mala fede. 

La Suprema Corte, con la sentenza in oggetto, accoglie il ricorso di un dipendente che, unitamente a cinque colleghi, aveva denunciato irregolarità, a suo avviso, commesse dalla società sua datrice di lavoro con riguardo ad un appalto per la manutenzione di semafori. 

La società lo aveva dunque licenziato, sostenendo che con il suo comportamento aveva diffamato la società.

Secondo la Corte di Cassazione:

- non integra giusta causa o giustificato motivo di licenziamento il fatto che il dipendente abbia informato l’autorità giudiziaria di fatti penalmente rilevanti accaduti presso la società dove lavora, né tanto meno l'averlo fatto senza preventivamente informare i propri superiori, purché non risulti il carattere calunnioso della denuncia o dell'esposto;

- non integra giusta causa di licenziamento neppure aver allegato alla denuncia o all'esposto documenti aziendali;

- di conseguenza, qualora la società non abbia elementi che smentiscano il dipendente e/o che ne dimostrino una volontà calunniosa nel presentare una denuncia o un esposto all'autorità giudiziaria, non lo deve licenziare, non potendosi configurare come giusta causa la semplice denuncia di fatti illeciti commessi all’interno dell’azienda ancor prima che essi siano oggetto di decisione da parte del giudice;

- ed ancora non si può nemmeno lontanamente ipotizzare che tra i doveri del lavoratore vi sia anche quello di tacere fatti illeciti ai quali lo stesso assiste in azienda.

- Ovviamente è cosa diversa la volontà di danneggiare il proprio datore di lavoro, ma occorre sempre dimostrare la mala fede del lavoratore, circostanza che nella vicenda in esame non può ritenersi insita neppure nell'eventuale archiviazione dell’esposto, anche perché le ragioni di una eventuale archiviazione possono essere molteplici e non necessariamente implicanti dolo da parte del denunciante.

Tutto ciò premesso, la sezione lavoro della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza con cui i giudici di Napoli avevano confermato il licenziamento del lavoratore.




26-04-2013

Periodo di comporto e licenziamento


Il Sole 24 Ore 26 aprile 2013

Tribunale di Milano, ordinanza 22 marzo 2013

Il Tribunale di Milano, con ordinanza depositata il 22 marzo 2013, ha precisato che il licenziamento derivante dal superamento del periodo di comporto deve essere preceduto dal tentativo obbligatorio di conciliazione, previsto dall’art. 7 della legge n. 604/1966, come modificato dall’art. 1, comma 40, della legge n. 92/2012, ovvero dalla procedura di conciliazione preventiva, introdotta dalla legge Fornero. 

L’obbligo nasce dal fatto che questo tipo di recesso è assimilabile al licenziamento per giustificato motivo oggettivo: il giudice ha ritenuto che la circolare n. 3/2013 del Ministero del Lavoro che escludeva la procedura conciliativa “non può contraddire la norma legale”.

La predetta ordinanza rovescia l'interpretazione fornita in precedenza dallo stesso Tribunale e dalla circolare del Ministero del Lavoro del 16 gennaio 2013.



26-04-2013

Sequestro dell'impresa per violazione norme di sicurezza


Il Sole 24 Ore 26 aprile 2013

Corte di Cassazione, sentenza 24 aprile 2013 n. 18603

La Corte di Cassazione, quarta sezione penale, con la sentenza 24 aprile 2013, n. 18603, ha affermato che è legittimo il sequestro dell’impresa che utilizza dipendenti extracomunitari irregolari in violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro.

Gli ermellini hanno dunque affermato che è ammissibile il sequestro di un’azienda nella sua interezza, allorquando questa sia strutturata in maniera tale da sfruttare lo svolgimento di attività lavorativa con un prevalente impiego di prestatori clandestini privi del permesso di soggiorno: ovviamente, il tutto va adeguatamente motivato in relazione alla necessità di una misura così grave in rapporto al principio della libera iniziativa economica.

Nel caso in esame, la Suprema Corte ha disposto il sequestro di un’azienda nella quale venivano impiegati lavoratori clandestini e nella quale gli ispettori avevano ravvisato una violazione totale delle norme concernenti la sicurezza sul luogo di lavoro, in relazione al reato di lesioni personali colpose a carico del lavoratore.



26-04-2013

Assunzione lavoratori in mobilità


Il Sole 24 Ore 26 aprile 2013

L'art. 8, comma 2, della legge n. 223/1991 agevola l'assunzione di lavoratori in mobilità, permettendo al datore di lavoro disposto a scegliere dalla lista di mobilità, di versare, per un periodo previsto dalla stessa disposizione, una quota di contribuzione pari a quella dovuta per gli apprendisti. 

L’agevolazione riguarda i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, con esclusione dei lavoratori collocati in mobilità nei sei mesi precedenti dalla stessa azienda o da altra collegata e dei dipendenti licenziati da datori di lavoro non imprenditori ai sensi del decreto legislativo n. 110/2004.

L’agevolazione prevede appunto che la contribuzione a carico del datore di lavoro sia in misura pari a quella prevista per gli apprendisti per la durata del contratto, per un massimo di 12 mesi. 

In caso di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato prima della scadenza del termine, ovvero entro i primi 12 mesi se di durata superiore, la contribuzione a carico del datore di lavoro è pari a quella prevista per gli apprendisti per ulteriori 12 mesi dalla trasformazione, a prescindere dal fatto che il lavoratore abbia maturato un diritto di precedenza per l’assunzione a tempo indeterminato.

In caso di trasformazione a tempo pieno e indeterminato, spetta un contributo mensile pari al 50% dell'indennità di mobilità che sarebbe stata erogata al lavoratore per un periodo massimo di 12 mesi per il lavoratore fino a 50 anni ovvero 24 mesi per il lavoratore con più di 50 anni. 



26-04-2013

Durc e gare di appalto


Italia Oggi 26 aprile 2013

Consiglio di Stato, ordinanza 23 aprile 2013 n. 1465

Il Consiglio di Stato, sezione III, con l’ordinanza 23 aprile 2013, n. 1465, ha dichiarato illegittime le circolari del Ministero del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail che limitano l'efficacia del Durc alle specifiche gare d'appalto per le quali il certificato risulta emesso.

La questione discussa era relativa alla capacità del Durc di attestare la regolarità contributiva di un operatore economico partecipante ad una gara d'appalto, indipendentemente dalla circostanza che l’emissione riguardasse una diversa procedura di gara.

I giudici amministrativi hanno, infatti, chiarito che l'efficacia del documento unico di regolarità contributiva (Durc) non può essere considerata limitata a una singola gara d' appalto nell'ambito dei suoi tre mesi di validità perché non esiste una prescrizione di legge di questo tipo, con ciò rendendo «irrilevanti» una serie di circolari Inail, Lavoro e Inps di segno contrario.

Del resto, l'interpretazione data delle circolari cozza con il principio di semplificazione dell'azione amministrativa, dal momento che prevede l'emissione di nuovi certificati, pur essendo in possesso di altri ancora validi che abbiano già cristallizzato la situazione contributiva dell’azienda.



26-04-2013

Tirocini formativi e di orientamento


Il Sole 24 Ore 26 aprile 2013

Il Ministero del Lavoro, nel corso di un Forum, ha precisato che, nella regolamentazione dei tirocini formativi e di orientamento, l'art. 18 della legge n. 196/1997 mantiene la sua efficacia nelle Regioni ancora senza una propria disciplina, poiché la sentenza della Corte Costituzionale n. 287/2012 non lo ha espressamente dichiarato incostituzionale.

Si ricorda, altresì, che la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo, in quanto la regolamentazione statale invade la competenza regionale in materia, il Decreto Legge n. 138/2011 che aveva previsto che i tirocini formativi e di orientamento c.d. “non curriculari” non potessero avere una durata superiore a sei mesi, incluse le proroghe, e che gli stessi potessero essere promossi unicamente a favore di neodiplomati o neolaureati entro e non oltre 12 mesi dal conseguimento del relativo titolo di studio.

I tirocini formativi e di orientamento sono finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l'occupabilità dei giovani nel percorso di transizione tra scuola e lavoro mediante una formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro, destinati ai soggetti che hanno conseguito un titolo di studio entro e non oltre 12 mesi.




25-04-2013

Interventi di salvaguardia


Il Sole 24 Ore 25 aprile 2013

Il decreto del Ministero del Lavoro avente ad oggetto il terzo intervento di salvaguardia dalla riforma previdenziale ha subito specifici emendamenti, come prevede la legge; dopo la registrazione presso la Corte dei Conti e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto sarà operativo. 

Il decreto dà il via libera alle richieste per  10.130 salvaguardati, di cui:

- 2.560 in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi siglati entro il 31 dicembre 2011;

- 1.590 per i soggetti autorizzati al versamento volontario dei contributi previdenziali;

- 850 per i prosecutori in attesa di concludere la mobilità;

- 5.130 per i lavoratori che hanno sottoscritto accordi, anche individuali di incentivo all’esodo.

Tutti questi soggetti per accedere alla salvaguardia devono aver maturato la decorrenza della pensione entro il 6 gennaio 2015.



25-04-2013

Fondi per sicurezza sul lavoro e miglioramento ambiente


Il Sole 24 Ore 25 aprile 2013

L’Inail ha comunicato che sono esauriti i 155,35 milioni di euro destinati al finanziamento di progetti volti a migliorare gli ambienti e la sicurezza del lavoro.

A seguito del click day dello scorso 18 aprile, solo 3.700 richieste, ovvero il 28% del totale, sono state ammesse al contributo. 

I contributi oscillano da un minimo di 5mila fino a un massimo di 100mila euro. 

Con riguardo ai progetti sopra i 30mila euro si può chiedere un'anticipo del 50% del finanziamento. 

Per esaminare le domande è stato applicato un criterio cronologico: quelle arrivate prima hanno avuto accesso al contributo.

È stato pubblicato un elenco dove sono indicati i progetti in posizione utile per accedere ai finanziamenti. 

Dalla pubblicazione della graduatoria le aziende avranno 30 giorni di tempo per inviare tutta la documentazione necessaria.



24-04-2013

Esodati


Italia Oggi 24 aprile 2013 

Inps, messaggio 22 aprile 2013 n. 6645

I requisiti della salvaguardia che consente di andare in pensione alle vecchie condizioni ante riforma Fornero devono sussistere fino al momento di decorrenza della pensione, inclusa la finestra mobile. 

I soggetti esodati, esclusi dal novero dei 65 mila, non devono presentare una nuova domanda per l’accesso nel novero dei 55 mila. 

Lo stabilisce l’Inps con il messaggio n. 6645 del 2013.

I chiarimenti riguardano la cosiddetta salvaguardia che consente, a determinate condizioni, di avere ancora accesso alla pensione in base ai requisiti previgenti la riforma Fornero.

Attualmente sono in corso le procedure di autorizzazione a favore dei primi due gruppi di salvaguardati: quello dei 65 mila e quello dei 55 mila; un terzo decreto per altri 10.130 salvaguardati è stato ieri inviato alla Corte dei conti.



24-04-2013

Lavoro occasionale accessorio


Italia Oggi 24 aprile 2013 

Ministero del Lavoro, lettera circolare 22 aprile 2013 n. 7258

A seguito della nuova disciplina, il lavoro accessorio è attivabile sempre e comunque, tenendo conto esclusivamente del limite di carattere economico. 

Limite pari a 5.000 euro, al netto delle trattenute, quantificato non più riguardo all’attività resa nei confronti del singolo committente, ma con riferimento al compenso massimo che il singolo lavoratore accessorio può percepire nel corso dell’anno solare, indipendentemente dal numero dei committenti. 

Oltre a tale limite, nei confronti dei committenti imprese o professionisti, le attività lavorative sottostanno a un ulteriore vincolo di 2.000 euro con riferimento ai singoli committenti, ad eccezione delle imprese agricole nei confronti delle quali il Ministero ritiene operativo soltanto il limite di 5 mila euro. 

Fino a 2.000 euro, professionisti e imprese, non solo non devono sostenere oneri aggiuntivi sulle prestazioni ricevute, ma se utilizzano i voucher sono esclusi da qualunque controllo ispettivo.

Lo stabilisce il Ministero del Lavoro nella lettera circolare n. 7258/2013 avente ad oggetto il vademecum sulla riforma Fornero. 



24-04-2013

Contratti a termine


Il Sole 24 Ore 24 aprile 2013

Forum Lavoro

Durante il Forum Lavoro è stato affermato che, nell’ambito di un contratto a tempo determinato, non risulta obbligatorio specificare quale lavoratore viene sostituito dal soggetto assunto. 

Ed ancora il vademecum precisa che vige l’obbligo del rispetto degli intervalli per ogni tipologia di contratto a termine, indipendentemente dalla causale applicata anche dunque nell’ipotesi di assunzione per ragioni sostitutive, ivi compresa la c.d. sostituzione per maternità.

L’unica fattispecie per la quale non si impone l’obbligo del rigoroso rispetto del regime degli intervalli temporali è quello concernente l’assunzione del lavoratore in mobilità. 



24-04-2013

Assunzione e formazione apprendisti


Il Sole 24 Ore 24 aprile 2013

Forum Lavoro

Durante il Forum Lavoro è stata confermata la possibilità di assumere in apprendistato, anche in deroga ai limiti di età, lavoratori provenienti dalla cosiddetta “piccola mobilità”. 

È da considerarsi legittima la richiesta di un contributo da parte della Regione che propone la formazione trasversale e di base. 

A questo proposito si rammenta che l’art. 7, comma 4, Decreto Legislativo n. 167/2011 (T.U. Apprendistato) introduce una particolare deroga alle norme del Testo Unico sull’apprendistato per il caso in cui un datore di lavoro voglia assumere un apprendista iscritto alle liste di mobilità ai fini della qualificazione o riqualificazione professionale del lavoratore.

Secondo l’interpello del Ministero del Lavoro n. 21 del 2012 vengono meno i riferimenti ai requisiti soggettivi, ovvero i limiti di età previsti in generale per le diverse forma di apprendistato.

A riguardo si precisa che l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale si riferisce ai lavoratori di età compresa tra i 15 e i 25 anni, l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere riguarda i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni, così come l’apprendistato di alta formazione e ricerca.



24-04-2013

Tassazione ASpI per lavoratori in mobilità


Il Sole 24 Ore 24 aprile 2013

Forum Lavoro

L’interpello del Ministero del Lavoro n. 15/2013 ha affermato che il contributo addizionale dell’1,40%, voluto dalla Legge n. 92/2012 sui contratti non a tempo indeterminato, deve essere versato anche per le assunzioni con contratto a termine di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. 

Tuttavia, l’Inps ha in più occasioni affermato che tale contributo, in queste casistiche, non è dovuto anche se l’assunzione è a tempo determinato. 

A riguardo il Ministero precisava che secondo l’art. 2, comma 28, della Legge Fornero “ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato si applica un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali”. 

Ad avviso del Ministero, la terminologia usata dal Legislatore non si riferisce solo al contratto a termine, disciplinato dal decreto legislativo n. 368/2001, ma a qualsiasi tipologia di rapporto di lavoro subordinato rispetto alla quale è individuata la data di cessazione del rapporto stesso. 

Ne consegue che, salvo le tassative eccezioni previste dalla legge, il contributo risulta applicabile, ad esempio, nei confronti dei datori di lavoro che assumono con contratto a termine, con contratto di lavoro intermittente a tempo determinato, nonché mediante somministrazione di lavoro a termine. 



24-04-2013

Detassazione smaltimento ferie


Il Sole 24 Ore 24 aprile 2013

Forum Lavoro

Se l’azienda sottoscrive un accordo collettivo che prevede un programma di smaltimento di ferie arretrate è possibile detassare la retribuzione dovuta per le relative giornate. 

Tale interpretazione, diffusa durante il Forum Lavoro, soddisfa l’indice quantitativo previsto dal DPCM 22 gennaio 2013. 

A riguardo si rammenta che l’art. 1, comma 1, del citato DPCM prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva pari al 10%, per il periodo 1° gennaio 2013 - 31 dicembre 2013, sulle somme erogate a titolo di retribuzione di produttività, in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale, ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda.

Fra le altre possono essere detassate le voci retributive erogate in esecuzione di contratti che prevedano l'attivazione di almeno una misura in almeno tre delle aree di intervento di seguito elencate:

a) ridefinizione dei sistemi di orari e della loro distribuzione con modelli flessibili;

b) introduzione di una distribuzione flessibile delle ferie mediante una programmazione aziendale anche non continuativa delle giornate di ferie eccedenti le due settimane;

c) adozione di misure volte a rendere compatibile l'impiego di nuove tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori; 

d) attivazione di interventi in materia di fungibilità delle mansioni e di integrazione delle competenze, anche funzionali a processi di innovazione tecnologica.



24-04-2013

Terzo decreto salvaguardati


Il Sole 24 Ore 24 aprile 2013

Forum Lavoro

Dopo aver partecipato al Forum Lavoro, i Ministri del Lavoro e dell’Economia hanno firmato il terzo decreto in favore dei lavoratori salvaguardati, cui sarà garantita la possibilità di avvalersi della normativa pensionistica precedente alla riforma. 

Si tratta del provvedimento previsto dalla Legge di Stabilità 2013 (legge n. 228/2012, articolo 1, commi 231-235), in base al quale vengono ammessi alla pensione con le regole precedenti la riforma delle pensioni altri 10.130 lavoratori. 

In particolare, il predetto decreto riguarda:

• 2.560 lavoratori collocati in mobilità (ordinaria o in deroga) entro il 31 dicembre 2011 e cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012; 

• 1.590 autorizzati al proseguimento volontario dei contributi entro il 4 dicembre 2011; 

• 850 autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilità alla stessa data;

• 5.130 lavoratori che hanno risolto il rapporto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali o collettivi stipulati entro il 31 dicembre 2011.



23-04-2013

Amministratore unico di S.A.S.


Italia Oggi 23 aprile 2013

Corte di Cassazione, sentenza 22 marzo 2013 n. 7312

L’amministratore unico di una società in accomandita semplice non può essere anche dipendente della stessa. 

Lo ha deciso la sezione lavoro della Corte di Cassazione con la sentenza 22 marzo 2013 n. 7312.

I giudici ritengono che la costituzione e l'esecuzione del rapporto di lavoro subordinato debbano essere riconducibili a una volontà della società distinta da quella dell'amministratore. 

Secondo la Suprema Corte, si tratta, infatti, di due posizioni ben diverse e incompatibili tra loro, sostenendo, così, che qualora una persona assuma la carica di amministratore di una società in accomandita semplice, non potrà avere con la medesima un contratto di lavoro subordinato. 

I centri di interesse sono necessariamente contrapposti, dal momento che la stessa persona non può svolgere contemporaneamente una funzione direzionale ed una esecutiva; del resto, non è possibile che lo stesso soggetto assommi in sé il potere di gestire la società e quello di dare attuazione alle determinazioni della medesima. 

Ad avviso dei giudici, la necessità di distinti centri di imputazione, fra l’altro, diventa più stringente nelle società di persone, dove l’assenza di un distinto ente giuridico e la minore spersonalizzazione dei soggetti che compongono gli organi sociali rendono ancora più indispensabile la separazione tra i soggetti dei relativi rapporti giuridici. 

Pertanto, la Corte di Cassazione, respingendo le istanze di parte ricorrente, ha dichiarato l'impossibilità di qualificare l'attività svolta come un rapporto di lavoro subordinato e di conseguenza ha accertato l'impossibilità di corrispondere il pagamento delle mensilità richieste.



23-04-2013

Cassetto previdenziale


Il Sole 24 Ore 23 aprile 2013

Da quest’anno gli avvisi contributivi per artigiani e commercianti non arriveranno più cartacei, ma bisogna attivarsi con il Pin accedendo al cassetto previdenziale.

L’Inps, con la nota n. 5769 del 2 aprile 2013, spiega come sul portale dell’Istituto sia disponibile la nuova funzionalità Cassetto previdenziale artigiani e commercianti.

Nato dalla necessità di agevolare gli iscritti alle gestioni autonome degli artigiani e commercianti nella consultazione dei dati presenti negli archivi dell’Istituto – continua la nota – il Cassetto fornisce in tempo reale una sintesi aggiornata delle informazioni che si riferiscono alla propria posizione previdenziale e assicurativa.

Alla funzione – conclude l’Inps – si può accedere direttamente o per mezzo di un intermediario delegato, mediante la sezione dedicata ai “Servizi online”, dopo l’identificazione tramite PIN di accesso abbinato al proprio codice fiscale.

Inoltre, attraverso l’accesso al Cassetto Previdenziale, gli iscritti alla gestione artigiani e commercianti potranno stampare il modello F24 utile per il versamento della contribuzione dovuta alla gestione di appartenenza.

Sempre con riguardo al modello F24, si rammenta che a far data dal pagamento della prima rata dell’anno 2012, l’Inps non inoltrerà più il modello F24 cartaceo, ma spedirà soltanto l’informativa con allegate le istruzioni.

Gli utenti, che necessitano di assistenza, possono rivolgersi al Contact Center n. 803164.

Gli iscritti alle gestioni autonome degli artigiani e dei commercianti potranno, quindi, grazie al Cassetto Previdenziale, controllare la propria posizione anagrafica, verificare la situazione debitoria e creditoria, richiedere l’estratto conto previdenziale, essere informati su eventuali iscrizioni a ruolo o eventuali avvisi bonari, nonché compiere tutta una serie di altre utili operazioni. 



23-04-2013

Vademecum riforma del lavoro


Il Sole 24 Ore 23 aprile 2013

Secondo quanto riportato dal vademecum del Ministero del Lavoro, diffuso ieri e relativo all’illustrazione delle novità introdotte dalla Legge n. 92/2012, si riporta quanto segue.

Lavoro intermittente: l’avvio di un contratto di lavoro intermittente dopo la conclusione di un contratto a termine potrebbe essere considerata irregolare ed essere trasformato in un contratto a tempo indeterminato. 

Lavoro accessorio: un altro aspetto chiarito dal documento è appunto relativo alla possibilità di avviare il lavoro accessorio nei limiti di 2.000 euro netti, anche se in azienda sono presenti lavoratori che svolgono la medesima prestazione con un contratto di lavoro subordinato. 

Associazione in partecipazione: nell’ambito dell’associazione in partecipazione, il limite di 3 associati non si applica laddove l’associato sia un soggetto imprenditore. 

Contratto a progetto: con riguardo alle collaborazioni a progetto si legge nel vademecum che il progetto può anche rientrare nell’ambito del ciclo produttivo dell’impresa e nel c.d. core business aziendale, ma non può limitarsi a sintetiche e generiche formulazioni standardizzate che identificano la “ragione sociale” descritta nella visura camerale del committente.

Responsabilità solidale co.co.pro.: in tema di responsabilità solidale, dal vademecum si può evincere che il termine “lavoratori” debba essere inteso senza distinguere tra le fattispecie di lavoro subordinato e autonomo.

Al contrario, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro ritiene preferibile l’interpretazione secondo cui tale termine è riferibile esclusivamente ai lavoratori subordinati e non, ad esempio, ai collaboratori a progetto. 



22-04-2013

Incentivi alle assunzioni


Il Sole 24 Ore 22 aprile 2013

Anche in questo periodo di recessione economica numerose sono le possibilità di fruizione di incentivi per l’assunzione di personale. 

Tra questi si ricordano le facilitazioni riguardanti la stipula di contratti di apprendistato e i bonus per il reinserimento lavorativo di cassaintegrati e disoccupati di lunga durata. 

In particolare, per i datori di lavoro con più di 9 dipendenti che assumono giovani con contratto di apprendistato la contribuzione è fissata nella misura dell’11,61% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

Per i datori di lavoro che occupano alle loro dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, per le assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2011, l'aliquota è fissata in misura pari a:

 3,11% per i primi 12 mesi;

 4,61% per i mesi dal 13° al 24°;

 11,61% per i mesi oltre i 24.

Per le assunzioni effettuate invece dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2016 spetta, per un triennio, lo sgravio del 100% dei contributi a carico del datore di lavoro con esclusione del contributo ASpI, pertanto il contributo dovuto è pari all’1,61%.

Mentre per i lavoratori in CIGS da almeno 3 mesi provenienti da aziende in CIGS da almeno 24 mesi è prevista una contribuzione a carico del datore di lavoro pari a quella prevista per gli apprendisti per 12 mesi.

Dall’agevolazione è esclusa la quota a carico del lavoratore che è dovuta per intero come per la generalità dei dipendenti.

Inoltre, è previsto un contributo mensile pari al 50% dell'indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore per un periodo pari a 9 mesi per lavoratori fino a 50 anni, ovvero a 21 mesi per i lavoratori con più di 50 anni. 






22-04-2013

Contributi artigiani e commercianti


Italia Oggi 22 aprile 2013

Inps, circolare 8 febbraio 2013 n. 24

Artigiani e commercianti dovranno versare 160 euro di aumento a titolo di contributi che si sommano al rincaro di 270 euro già subito lo scorso anno. 

Dopo l'incremento di 1,3 punti percentuali per il 2012, infatti, è scattato il primo aumento di 0,45 punti percentuali stabilito dal Decreto Legge "Salva Italia".

Nulla di nuovo per lo sconto del 50% riservato agli esercenti con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni dell'Istituto, e per quello del 9% previsto per i più giovani e cioè per i coadiuvanti e coadiutori con meno di 21 anni, regime di favore che scade al compimento di tale età. 

Confermata, per gli iscritti alla gestione degli esercenti attività commerciali, la maggiorazione dello 0,09% a titolo di aliquota aggiuntiva ai fini dell'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale. 

Sempre dovuto, inoltre, sia da artigiani che commercianti, il contributo di 0,62 euro mensili per le prestazioni di maternità.

Per il 2013, il reddito minimale su cui è calcolato l'importo da versare è pari a 15.357 euro, cifra ottenuta moltiplicando per 312 la retribuzione minima giornaliera (47,07 euro) in vigore dall'1° gennaio 2013 per il calcolo dei contributi in favore dei lavoratori dei settori in questioni, aumentata di 671,39 euro.

Le aliquote contributive di quest’anno sono fissate in misura pari al 21,75%.





22-04-2013

Dimissione per giusta causa con obbligo di contributo


Il Sole 24 Ore 22 aprile 2013

Il ticket sui licenziamenti deve essere versato dal datore di lavoro nei casi di interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per le cause che danno diritto all’Aspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego.

La legge, infatti, introduce un nesso tra il contributo e il teorico diritto all’ASpI da parte del lavoratore il cui rapporto di lavoro è stato interrotto; conseguentemente, i datori di lavoro sono tenuti all’assolvimento della contribuzione in tutti i casi in cui la cessazione del rapporto generi in capo al lavoratore il teorico diritto alla nuova indennità, a prescindere dall’effettiva percezione della stessa.

Restano, quindi, escluse dall’obbligo contributivo in argomento le cessazioni del rapporto di lavoro a seguito di:

  • dimissioni (ad eccezione di quelle per giusta causa o intervenute durante il periodo tutelato di maternità)
  • risoluzioni consensuali, ad eccezione di quelle derivanti da procedura di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro, nonché da trasferimento del dipendente ad altra sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e\o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici; 
  • decesso del lavoratore.
Inoltre, in base  alla disposizione di cui al successivo comma 34,  il contributo in argomento non è dovuto, per il periodo 2013 – 2015, nei seguenti casi:

• licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in applicazione di clausole sociali che garantiscano la continuità occupazionale prevista dai CCNNLL;

• interruzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nel settore delle costruzioni edili, per completamento delle attività e chiusura del cantiere. 



22-04-2013

Call Center


Italia Oggi 22 aprile 2013

Ministero del Lavoro, circolare 2 aprile 2013 n. 14

Per i call center, l’eventuale pattuizione di corrispettivi inferiori a quelli fissati dalla contrattazione nazionale comporta la sanzione della definitiva assunzione del collaboratore con contratto a tempo pieno e indeterminato.

Rispetto alle attività di call center il Legislatore ha stabilito che “il ricorso ai contratti di collaborazione a progetto è consentito sulla base del corrispettivo definito dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento”.

La suddetta disposizione ha dunque una funzione “autorizzatoria” alla collaborazione coordinata e continuativa, infatti, mentre la violazione dell’art. 63 comporta soltanto il diritto del collaboratore al riconoscimento di un “differenziale economico”, senza tuttavia incidere sulla natura del rapporto posto in essere, nel settore dei call center la mancata pattuizione di corrispettivi “definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento”, comporta la violazione di una norma inderogabile di natura “autorizzatoria”, cosicché il ricorso alla collaborazione a progetto potrà ritenersi illegittimo con conseguente riconduzione del rapporto a quella che costituisce “la forma comune di rapporto di lavoro” e cioè il lavoro subordinato a tempo indeterminato. 

Tuttavia, nelle more della introduzione di specifiche clausole da parte della contrattazione collettiva di riferimento, che diano indicazioni sui corrispettivi in questione ed al fine di non impedire l’utilizzo della tipologia in questione, si è stabilito che tale tipologia contrattuale è altresì applicabile alle “attività di vendita diretta di beni e di servizi realizzate attraverso call center outbound” nel rispetto delle indicazioni di cui alla circolare n. 17 del 2006, nonché delle disposizioni del Decreto legislativo n. 276/2003, ivi compreso l’art. 63, comma 2, fatta eccezione per l’individuazione di uno specifico progetto.



20-04-2013

Codici tributo per conguaglio congedi neo papà


Italia Oggi 20 aprile 2013

Inps, messaggio 18 aprile 2013 n. 6499

L’Inps, con il messaggio n. 6499/2013, ha reso noti i codici tributo relativi al conguaglio dei nuovi congedi, obbligatorio e facoltativo, per i nuovi padri. 

Tali codici devono essere utilizzati dai datori di lavoro, nell’ambito del flusso Uniemens, per procedere al conguaglio delle indennità di congedo anticipate.

In particolare, per l’esposizione degli importi da porre a conguaglio, all’interno del flusso Uniemens dovranno essere valorizzate, in relazione alle due diverse tipologie di congedo, le seguenti nuove causali:

L060: indennità per congedo obbligatorio del padre, di cui all'articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92;

L061: indennità per congedo facoltativo del padre di cui all'articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Ai fini della esposizione nel flusso Uniemens delle giornate di assenza del padre lavoratore dovranno altresì essere indicati i nuovi valori:

MA8: congedo obbligatorio del padre di cui all'articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92;

MA9: congedo facoltativo del padre di cui all'articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Gli oneri derivanti dalle prestazioni in parola, essendo posti a carico dello Stato, devono essere rilevati nell’ambito della Gestione per gli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali, evidenza contabile GAT - Gestione degli oneri per trattamenti di famiglia.

Pertanto, ai fini della rilevazione contabile delle somme anticipate dai datori di lavoro a titolo di indennità per il congedo obbligatorio e facoltativo del padre lavoratore dipendente ed esposte nel modello UniEmens con codici causale L060(congedo obbligatorio) e L061 (congedo facoltativo) per il conguaglio delle medesime, sono istituiti i seguenti conti:

GAT30168 – Indennità per il congedo obbligatorio del padre lavoratore di cui all'articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92, corrisposte ai dipendenti delle aziende ammesse a conguaglio con il sistema di denuncia di cui al D.M. 5 febbraio 1969;

GAT30169 – Indennità per il congedo facoltativo del padre lavoratore di cui all'articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92, corrisposte ai dipendenti delle aziende ammesse a conguaglio con il sistema di denuncia di cui al D.M. 5 febbraio 1969.




20-04-2013

Indennità di congedo straordinario


Italia Oggi 20 aprile 2013

Inps, circolare 19 aprile 2013 n. 59

L’Inps, con la circolare 19 aprile 2013, n. 59, ha precisato che è stabilito in euro 46.835,93 il tetto complessivo annuo, per il 2013, dell'indennità per congedo straordinario e per il relativo accredito figurativo.

Con la circolare in oggetto sono stati altresì rettificati gli importi già indicati nella circolare n. 47/2013.

Si tratta del particolare permesso introdotto dalla legge n. 388/2000 (Finanziaria per il 2001) a favore dei familiari di soggetti portatori di handicap in condizione di gravità della durata di due anni.

Il congedo straordinario dà diritto, ai lavoratori che ne fruiscono, sia a un'indennità economica sia alla relativa copertura figurativa dei contributi per il periodo di congedo, ma entro un tetto massimo annuo originariamente fissato per l'anno 2001 in euro 36.151,98 soggetto a rivalutazione annuale in base del tasso d'inflazione Istat. 

Nella circolare in esame, in sostituzione di quelli indicati nella circolare n. 47/2013, l'Inps riporta i valori validi per l'anno corrente in base alla corretta variazione dell'indice Istat del 3% pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 43/2013, nella circolare n. 47/2013 invece la rivalutazione aveva considerato il tasso del 2,2%. 

Il tetto massimo annuo risulta, dunque, pari a 46.835,93 euro, con un importo massimo annuo per l'indennità di 35.215,00 euro e un importo massimo giornaliero dell'indennità di euro 96,48. 




20-04-2013

Prestazioni previdenziali


Il Sole 24 Ore 20 aprile 2013

In tema di previdenza e assistenza sociale vige il principio dell'automatismo delle prestazioni, in forza del quale il diritto alle prestazioni di vecchiaia, invalidità e superstiti deve ritenersi verificato anche se i contributi non sono effettivamente versati, ma risultano dovuti in quanto non ancora prescritti.

La disposizione civilistica trova fondamento nell’articolo 2116 del Codice civile: le prestazioni di previdenza e assistenza obbligatorie sono dovute al lavoratore dipendente anche nell’ipotesi in cui l'imprenditore non abbia versato regolarmente i contributi dovuti. 

Se gli enti o gli istituti previdenziali, a causa della omessa regolare contribuzione, non sono tenuti a erogare le prestazioni, l'imprenditore risponde del danno patito dal dipendente: è l’ipotesi del lavoro "in nero" ove, in esito alla prescrizione quinquennale, il lavoratore non abbia più la possibilità di ottenere l'accredito contributivo.

Tale automaticità delle prestazioni non opera per gli artigiani, i commercianti, i coltivatori diretti e i liberi professionisti, poiché l'automatismo è finalizzato a tutelare il prestatore d'opera dall'inadempienza di terzi e non vale quando il soggetto da proteggere coincide con il soggetto obbligato.  



19-04-2013

Debenza della contribuzione di malattia


Il Sole 24 Ore 19 aprile 2013

L’interpello n. 14/2013 ha precisato che per le aziende a capitale misto (privato e pubblico) del settore terziario e servizi la contribuzione di malattia è dovuta anche con riferimento agli impiegati, in quanto destinatari della prestazione. 

In particolare, la Federazione Italiana Servizi Pubblici Igiene Ambientale ha avanzato istanza di interpello al Ministero del lavoro per sapere se le imprese a capitale misto sono tenute a versare, la contribuzione per malattia agli impiegati.
 
A riguardo il Ministero ha precisato  quanto segue. 

Ai sensi dell’art. 20, comma 2, Decreto Legge n. 112/2008 (convertito dalla Legge n. 133/2008), a decorrere dal 1° gennaio 2009, le imprese dello Stato, gli enti pubblici e gli enti locali privatizzati e a capitale misto devono versare all’INPS, oltre alla contribuzione per maternità, “la contribuzione per malattia per gli operai”. 

Con riferimento all’art. 20 in argomento, nella risposta ad interpello n. 12/2010, riguardante i soggetti destinatari della disposizione, il Ministero aveva già evidenziato come la stessa avesse armonizzato gli obblighi contributivi delle imprese pubbliche privatizzate e a capitale misto uniformandoli a quelli previsti per la generalità dei datori di lavoro privati i quali sono tenuti, in via generale, al versamento contributivo relativo ai dipendenti con qualifica di operai appartenenti al settore dell’industria, dell’artigianato e dell’agricoltura e con la qualifica di impiegati appartenenti al settore terziario e dei servizi. 

Va, infatti, rilevato che la stessa disposizione di legge rinvia direttamente alla “normativa vigente” e quindi, con riguardo alla contribuzione per malattia, deve valere quanto sopra detto circa la sussistenza, per i datori di lavoro privati, dell’obbligo contributivo per gli impiegati in considerazione del settore di appartenenza. 

Laddove dunque si tratti del settore terziario e dei servizi, sia che si tratti di datori di lavoro privati che di aziende pubbliche privatizzate o a capitale misto, l’indennità di malattia si applica pertanto anche ai dipendenti con qualifica di impiegati. 




19-04-2013

Contributo addizionale su contratti a termine


Il Sole 24 Ore 19 aprile 2013

Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 15/2013, ha ricordato che il contributo addizionale dell’1,40%, introdotto dalla Riforma Fornero, si deve applicare a tutti i contratti di lavoro a tempo indeterminato, compresi l’intermittente e quello di somministrazione a termine. 

L’Assosomm ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere del Ministero del Lavoro in merito alla corretta interpretazione dell’art. 2, comma 28 della Legge Fornero, afferente al contributo addizionale, pari all’1,4 % della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, applicabile ai contratti di lavoro subordinato “non a tempo indeterminato”. 

A riguardo il Ministero ha precisato quanto segue. 

Secondo l’art. 2, comma 28, della Legge Fornero “ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato si applica un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali”. 

Ne consegue che, salvo le tassative eccezioni di cui al comma 29 del medesimo art. 2, il contributo risulta applicabile, ad esempio, nei confronti dei datori di lavoro che assumono con contratto a termine, con contratto di lavoro intermittente a tempo determinato, nonché mediante somministrazione di lavoro a termine. 



19-04-2013

CCNL Vigilanza privata


Italia Oggi 19 aprile 2013

È stato firmato il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore della vigilanza privata, con decorrenza 1° febbraio 2013, fino al 31 dicembre 2015. 

Il rinnovo, oltre a portare un incremento dello stipendio e alla corresponsione una tantum di 450 euro a copertura del periodo di vacanza contrattuale, stabilisce una clausola stringente riguardante la disciplina del cambio d’appalto, come strumento per la salvaguardia dei livelli occupazionali del settore e per scongiurare esuberi di personale presso gli istituti che perdono l’incarico. 

Altre importanti novità riguardano la classificazione del personale, l’orario di lavoro e l’emersione di una serie di attività riconducibili alla filiera della sicurezza, attraverso la disciplina dei servizi fiduciari, ovvero i servizi non armati e la previsione della bilateralità anche per questi ultimi, così da offrire un servizio più completo alle imprese committenti.



19-04-2013

Finanziamenti sulla sicurezza


Italia Oggi, Il Sole 24 Ore 19 aprile 2013 

Si è chiuso ieri il click day sugli incentivi Inail.

Nei 60 minuti di tempo, dalle 16 alle 17 di ieri, sono state oltre 15 mila le imprese che hanno concluso la presentazione della domanda per ottenere il finanziamento sulla sicurezza. 

Nell'ora di tempo di apertura del canale telematico, tutto è funzionato alla perfezione e circa 15 mila imprese, pari ad oltre l'80% delle aziende, che avevano già caricato i progetti sul sito web dedicato dell'Inail, hanno potuto concludere l’inoltro della domanda.

Nella prossima tappa del 24 aprile, l'Inail pubblicherà nella sezione incentivi alle imprese, del proprio sito web, gli elenchi in ordine cronologico di tutte le domande inviate ieri, con l'indicazione di quelle collocate in posizione utile per l'accesso al contributo.

Entro i prossimi 12 mesi le imprese dovranno  realizzare e rendicontare il progetto. 

L'Inail erogherà il contributo entro tre mesi dal ricevimento della rendicontazione, una volta concluse positivamente le verifiche. 



19-04-2013

Part time in edilizia senza plafond


Il Sole 24 Ore 19 aprile 2013

Tribunale di Napoli, sentenza 19 dicembre 2012 n. 32513

Il Tribunale di Napoli, con la sentenza 19 dicembre 2012, n. 32513, ha precisato che la contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale non può fissare limiti quantitativi al ricorso al part-time.

Il Tribunale di Napoli ha contestato la tesi dell’Inps, sostenendo che la legge e in particolare l’articolo 1, comma 3 del decreto legislativo n. 61/2000 permette alla contrattazione collettiva di qualunque livello di regolare solo le condizioni e le modalità della prestazione lavorativa oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale e non anche di stabilire limiti quantitativi.

Sotto questo profilo il giudice di merito osserva che quando il legislatore vuole delegare i contratti collettivi a disciplinare questi aspetti lo fa in maniera esplicita, come ad esempio nel caso del contratto a termine o della somministrazione di lavoro.

A parere del Tribunale, quindi, dalla violazione dei limiti quantitativi non consegue per legge la sanzione della conversione del contratto a tempo parziale in contratto a tempo pieno che, da solo, renderebbe legittima la pretesa dell’Inps del versamento dei contributi calcolati sulla retribuzione del dipendente full time.



18-04-2013

Età pensionabile per autisti di mezzi pubblici


Italia Oggi 18 aprile 2013

Inps, messaggio 16 aprile 2013 n. 6340

L’Inps, con il messaggio n. 6340 del 16 aprile 2013, ha precisato che le recenti riforme non hanno modificato la disposizione speciale prevista dall’art. 3, comma 6, Decreto Legislativo n. 414/1996, che fissa in 60 anni per gli uomini e 55 anni per le donne l’età pensionabile degli iscritti al soppresso Fondo di previdenza degli addetti ai pubblici servizi di trasporto che rivestono la qualifica di personale viaggiante.

Tuttavia, questo adeguamento, per espressa previsione normativa, non opera “per i lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per il raggiungimento di tale limite di età”.
 
Tale fattispecie ricorre nelle seguenti ipotesi: 

 quando l'autista di autobus o il conducente di tram ha compiuto 60 anni e non chiede l'elevazione del limite di età; 

 o quando l'autista, sottoposto a 60 anni a visita per l'elevazione del limite di età, non la ottiene. 

In tali situazioni l'accesso alla pensione anticipata di vecchiaia si consegue al raggiungimento del limite di età di 60 anni più la vecchia finestra trimestrale di cui alla legge n. 247/2007. 

Diversamente, il titolo abilitante non viene meno nel caso in cui l'autista al compimento dei 60 anni abbia ottenuto l'elevazione del limite di età e per tutti gli altri profili appartenenti alla qualifica di personale viaggiante (macchinista, capotreno, controllore ecc.). 

In tali situazioni l'accesso alla pensione si consegue a 60 anni più l’incremento per l'adeguamento alla speranza di vita (3 mesi nel 2013), più la cosiddetta finestra mobile (slittamento di 12 mesi).



18-04-2013

Contributi di malattia per imprese a capitale misto


Italia Oggi 18 aprile 2013

Ministero del Lavoro, Interpello 17 aprile 2013 n. 14

Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 14 del 17 aprile, in risposta all’istanza formulata da Federambiente, ha stabilito che le imprese a capitale misto, pubblico e privato, sono obbligate a versare i contributi di malattia con riferimento anche agli impiegati e non solo agli operai come prevede letteralmente la normativa. 

In primis, il Ministero ricorda che ai sensi del decreto legge n. 112 del 2008 dal 1° gennaio 2009 le imprese di Stato, gli enti pubblici e gli enti locali privatizzati e a capitale misto devono versare all'Inps, oltre alla contribuzione per maternità, «la contribuzione per malattia per gli operai».

Nonostante una prima lettura dell’art. 20, comma 2, del suddetto decreto legge lasci intendere che la contribuzione per malattia sia prevista solo per i dipendenti con qualifica di operaio, le necessità di armonizzazione tra imprese pubbliche e private fanno ritenere applicabile l'obbligo anche ai dipendenti delle imprese dello stato privatizzate e a capitale misto con qualifica di impiegato. 

Il Ministero aggiunge, inoltre, che la stessa disposizione di legge rimanda alla «normativa vigente» e, quindi, per la contribuzione per malattia deve valere lo stesso principio che trova applicazione per i datori di lavoro privati riguardo la sussistenza dell'obbligo contributivo per gli impiegati in considerazione del settore di appartenenza. 

Qualora dunque si tratti del settore terziario e dei servizi, sia nel caso di datori di lavoro privati che di aziende pubbliche privatizzate o a capitale misto, l'indennità di malattia si applica anche ai dipendenti con qualifica di impiegati. 



18-04-2013

Addizionale ASPI


Italia Oggi 18 aprile 2013 

Ministero del Lavoro, interpello 17 aprile 2013 n. 15

L’Assosomm ha inoltrato istanza di interpello per conoscere il parere del Ministero riguardo la corretta interpretazione dell'articolo 2, comma 28, della legge n. 92/2012 (Riforma Fornero), che disciplina il contributo addizionale, pari all'1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, applicabile ai contratti di lavoro “non a tempo indeterminato” e destinato a finanziare la nuova assicurazione sociale per l'impiego (Aspi e mini-Aspi). 

In particolare, l'istante vuole sapere se la disciplina delle esclusioni dal versamento del predetto contributo, previste dal comma 29, lettera b) del citato articolo 2 - ovvero sono esclusi i lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti; i lavoratori assunti a termine per lo svolgimento di attività stagionali, di cui al DPR n. 1525/1963, nonché, per i periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015, di quelle attività definite dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati entro il 31 dicembre 2011 dalle organizzazioni dei lavoratori e datori di lavoro comparativamente più rappresentative; gli apprendisti; i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’art.1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001 e successive modificazioni - possa trovare applicazione anche con riferimento ai lavoratori somministrati con contratto a termine, nonché riguardo ai lavoratori somministrati in mobilità assunti sempre con contratto di lavoro a tempo determinato.

La risposta è negativa. 

Il Ministero precisa che il versamento dell'addizionale rappresenta la «regola» per ogni tipologia contrattuale di lavoro subordinato non a tempo indeterminato. 

Pertanto, il Legislatore ha voluto riferirsi non solo al contratto a termine, ex decreto legislativo n. 368/2001 «ma a qualsiasi tipologia di rapporto di lavoro subordinato rispetto al quale è individuata la data di cessazione del rapporto stesso». 

Ne consegue che, salvo le tassative eccezioni di cui sopra, il contributo risulta applicabile, ad esempio, nei confronti dei datori di lavoro che assumono con contratto a termine, con contratto di lavoro intermittente a tempo determinato, nonché mediante somministrazione di lavoro a termine. 

Ugualmente, aggiunge il Ministero, l'addizionale è dovuta anche per la somministrazione a termine di lavoratori in mobilità. 



17-04-2013

Risarcimento per danni alla salute da emoderivati


Il Sole 24 Ore 17 aprile 2013

Corte di Cassazione, sentenza 16 aprile 2013 n. 9148

La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal Ministero della Salute nei confronti della vedova di un paziente sottoposto a dialisi dal 1974 e morto nel 1996 per epatite, cui la Corte d'Appello di Cagliari nel 2006 aveva riconosciuto l'indennizzo, riformando la sentenza di primo grado che l'aveva negato proprio perché il caso non è espressamente previsto dalla legge. 

I giudici di piazza Cavour hanno così cambiato orientamento rispetto a quanto stabilito nell'unico precedente finora verificatosi e sottoposto all'esame della sezione Lavoro. 

La Cassazione ha esteso ai casi di emodialisi, “per contiguità”, una pronuncia della Corte costituzionale (anno 2009) che aveva concesso i benefici previsti dalla legge anche per "i danni derivanti da epatite contratta a seguito della somministrazione di emoderivati, di sangue infetto e vaccinazioni obbligatorie”. 

In particolare, è stata chiarita la responsabilità del Ministero della Salute in tali situazioni (sussiste la legittimazione passiva del Ministero della Salute), estendendo la legge anche alle ipotesi in cui il contagio consegua non da una trasfusione eterologa, ma dal reinserimento nel corpo delle persone sottoposta a dialisi del suo stesso sangue, infettato per contatto con sangue eterologo nel cosiddetto rene artificiale.





17-04-2013

Pensione contributiva soggetti esposti all'amianto


Il Sole 24 Ore 17 aprile 2013

La Corte di Conti dell’Emilia-Romagna ha condannato l’Inps a rivalutare la posizione contributiva di un pensionato che durante la vita lavorativa è stato esposto all’amianto nel corso dell’attività come addetto alle manutenzioni in Aeronautica militare.   



17-04-2013

Click day Inail sicurezza sul lavoro


Il Sole 24 Ore 17 aprile 2013

Domani, 18 aprile 2013, tra le ore 16.00 e le ore 17.00 sarà possibile inoltrare le domande telematiche per l’ottenimento degli incentivi Inail per il miglioramento della sicurezza e delle condizioni di salute sui luoghi di lavoro. 

Dieci minuti prima della partenza del clic-day sarà possibile inserire il codice identificativo per l'invio della domanda.

Il monte dei finanziamenti sarà di 155,352 milioni di euro: i contributi variano da un minimo di 5mila fino a un massimo di 100mila euro.

Gli elenchi delle domande pervenute all'Inail saranno pubblicati entro sette giorni dalla chiusura della sessione di invio. 

Verrà utilizzato un criterio cronologico: quelle arrivate prima avranno accesso al contributo.

Dalla pubblicazione della graduatoria, infine, le imprese avranno 30 giorni per inviare tutta la documentazione accessoria prevista.



17-04-2013

Reperimento risorse per finanziamento CIG


Il Sole 24 Ore 17 aprile 2013

Il tavolo di confronto sul reperimento delle risorse per finanziare la cassa integrazione e la mobilità in deroga per il 2013 sarà approfondito nei prossimi giorni e coinvolgerà anche il Presidente del Consiglio e il Ministro dell’Economia. 

Il Ministro Fornero assicura, infatti, di aver già segnalato sia al Ministro dell’Economia Grilli che al premier Monti la necessità per il 2013 di trovare le risorse che mancano alla copertura totale della cassa in deroga.

Secondo il Ministro non servirà una manovra ulteriore, bisognerà piuttosto ridurre ancora la spesa.



17-04-2013

Causale e rinnovo contratti di somministrazione di lavoro


Il Sole 24 Ore 17 aprile 2013

La Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto l’inapplicabilità della Direttiva sul lavoro a tempo determinato (70/1999) al contratto di somministrazione di manodopera. 

In particolare, la Corte ha affermato che anche i rapporti di lavoro a termine stipulati per dare esecuzione al contratto di somministrazione sono esclusi dalla portata della Direttiva. 

Nello specifico, secondo l’interpretazione della direttiva 1999/70 e dell’accordo quadro, i rapporti di lavoro a tempo determinato di un lavoratore interinale messo a disposizione di un’impresa utilizzatrice da un’agenzia di lavoro interinale non rientrano nell’ambito di applicazione di tale direttiva e dell’accordo quadro.

Si deve pertanto ritenere che la direttiva 1999/70 e l’accordo quadro devono essere interpretati nel senso che non si applicano né al rapporto di lavoro a tempo determinato tra un lavoratore interinale e un’agenzia di lavoro interinale né al rapporto di lavoro a tempo determinato tra tale lavoratore e un’impresa utilizzatrice.



17-04-2013

Pensione per ricercatori


Italia Oggi 17 aprile 2013 

Tribunale Amministrativo Regione Emilia Romagna, sentenza n. 201 del 2013

Il ricercatore universitario, che ha superato i 65 anni, non può fruire delle disposizioni del Decreto Legge n. 201/2011 per posticipare la pensione a 70 anni. 

Le novità di cui al citato Decreto Legge n. 201/2011 sui presupposti per il diritto alla quiescenza non travolgono le norme speciali che già indicano l’età massima di permanenza in servizio per alcune categorie di dipendenti pubblici. 

La riforma fa salve le discipline speciali che si riferiscono ad alcuni settori della pubblica amministrazione diversi dall'Università e chiarisce che restano fermi «i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di appartenenza», anche per i dipendenti delle Università.

Si tratta infatti di norme che rispondono a specifiche esigenze del settore in cui quel personale opera, esigenze che il legislatore ha a suo tempo ritenuto meritevoli di un'autonoma regolamentazione e che il decreto Salva-Italia non ha voluto modificare. 



17-04-2013

Fondo Poste


Italia Oggi 17 aprile 2013 

Inps, messaggio n. 6337/2013

È stata prorogata a fine anno la sospensione del contributo ordinario di finanziamento del Fondo Poste. 

Lo comunica l’Inps con il messaggio n. 6337 del 2013

Il contributo in misura pari allo 0,50% è destinato al Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione, della riconversione e della riqualificazione professionale del personale delle Poste spa. 

Con delibera n. 2/2013, è stata disposta l'ulteriore proroga del periodo di sospensione fino a dicembre 2013, attesa la disponibilità finanziaria del fondo per le relative spese di gestione con riferimento ai previsti futuri fabbisogni.



17-04-2013

Durc imprese comunitarie


Italia Oggi 17 aprile 2013
 
Protocollo di Intesa 9 aprile 2013

Anche le imprese comunitarie dovranno iscrivere alla cassa edile i dipendenti distaccati in Italia, al pari delle imprese italiane e di quelle extracomunitarie. 

A stabilirlo è il Protocollo di Intesa, siglato il 9 aprile scorso, tra il Ministero del Lavoro e le parti sociali, che elimina l’unica deroga fino ad ora possibile circa l’obbligo di iscrizione dei lavoratori alla cassa edile.

In particolare, per le imprese che distaccano lavoratori In Italia l’obbligo ricorre qualora, nel paese di origine Ue, non sia già prevista una copertura analoga a quella garantita dalle casse edili ai lavoratori italiani. 

In tal caso, alle casse edili, ai fini della regolarità contributiva e retributiva, andrà presentata la documentazione afferente il distacco e il contratto di appalto o di subappalto che giustifichi il distacco; la copia delle buste paga emesse dall’impresa Ue distaccante, nonché la copia della certificazione attestante gli adempimenti di natura assicurativa, nel caso in cui il lavoratore rimanga iscritto presso l’ente assicuratore del paese di origine e il rispetto delle condizioni contrattuali di settore vigenti in Italia. 



16-04-2013

Deroga alla solidarietà negli appalti


Il Sole 24 Ore 16 aprile 2013 

La novità della riforma riguarda la possibilità per i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle associazioni dei lavoratori di prevedere una deroga al regime di responsabilità solidale del committente, sia per le retribuzioni che per gli obblighi contributivi e assicurativi.

L’articolo 29 del decreto legislativo n. 276/2003 prevede un’obbligazione solidale tra il committente, l’appaltatore ed eventuali subappaltatori per due anni dalla cessazione dell’appalto, con riguardo alla retribuzione, incluse le quote di TFR, ai contributi previdenziali e ai premi assicurativi dovuti per il periodo di esecuzione del contratto di appalto.

L’attuale testo dell’articolo 29 deve essere coordinato con l’articolo 8 del decreto legge n. 138/2011, che permette di derogare alla solidarietà negli appalti, non attraverso la contrattazione nazionale, ma di livello inferiore, ovvero territoriale o aziendale.

L’art. 29 è un tipico caso di rinvio normativo alla contrattazione collettiva allo scopo di alleggerire una certa disciplina legale.

In questo contesto il solo riferimento al contratto collettivo nazionale sembra finalizzato ad escludere che tale potere di deroga spetti anche alla contrattazione di livello inferiore.

Diversamente, il meccanismo previsto dall’art. 8 consente la deroga contrattuale alle disposizioni legali della solidarietà, in materia retributiva, in base a presupposti completamente diversi, che si fondano sulla vicinanza del contratto collettivo con la realtà produttiva oggetto di regolamentazione e sulla rappresentatività territoriale qualificata dei sindacati stipulanti.



16-04-2013

Adeguamento dei fondi bilaterali di solidarietà


Il Sole 24 Ore 16 aprile 2013

La Riforma del mercato del lavoro prevede che in tutti i settori non coperti dalla CIG le parti sociali si devono attivare per sottoscrivere accordi e contratti collettivi, anche intersettoriali, entro il prossimo 18 luglio.

Una volta firmato l’accordo collettivo, entro tre mesi dovrà essere emanato un decreto ministeriale, con il quale dovrà completarsi il percorso istitutivo dei fondi bilaterali di solidarietà mediante la loro costituzione presso l’Inps.

Nei settori dove sono già operanti consolidati sistemi di bilateralità, come appunto nell’artigianato, le parti sociali si limiteranno ad adeguare le norme istitutive degli organi esistenti.

I fondi bilaterali di solidarietà dovrebbero servire per allargare la copertura della cassa integrazione guadagni a tutti quei settori dove oggi manca.

Ad oggi artigiani e professionisti sono i più vicini a dare attuazione ai nuovi obblighi di legge.



16-04-2013

Contributi Inarcassa


Il Sole 24 Ore 16 aprile 2013

Corte di Cassazione, sentenza 15 aprile 2013 n. 9076

L’ingegnere che amministra il condominio deve pagare alla sua cassa previdenziale i contributi sul compenso ricevuto. 

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, con la sentenza 15 aprile 2013 n. 9076.




16-04-2013

Mancata reintegrazione del dipendente


Il Sole 24 Ore 16 aprile 2013 

Corte di Cassazione, sentenza 15 aprile 2013 n. 9073

La mancata reintegrazione del dipendente che è stato licenziato illegittimamente è sanzionata con una misura pecuniaria pari al 20% della retribuzione.

Lo ha stabilito la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione con la sentenza 15 aprile 2013 n. 9073.

La Suprema Corte ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Milano, che aveva riformato la decisione del giudice di primo grado, accogliendo la tesi di un chirurgo che era stato ingiustamente licenziato da una clinica privata e che stante le pronunce a lui favorevoli non era stato rimesso nelle condizioni di tornare a lavorare nel proprio posto di lavoro.

I giudici del gravame avevano condannato la clinica a corrispondere al ricorrente 35.000 euro a titolo di danno patrimoniale e 50.000 euro per danno non patrimoniale.

Gli ermellini ritengono che la predeterminazione legale del danno a favore del lavoratore non esclude che il ricorrente possa chiedere il risarcimento del danno ulteriore subito a causa del ritardo nella reintegra, durato ben sei anni nel caso di specie, tanto è vero che nel frattempo il chirurgo è andato in pensione.

Secondo la Corte è il comportamento del datore di lavoro, che non adempie tempestivamente all’ordine di reintegrazione, che espone il lavoratore ad ulteriori conseguenze sul piano risarcitorio che possono essere agevolmente evitate ottemperando in modo tempestivo all’ordine di reintegrazione nel posto di lavoro.



16-04-2013

Gestori di fondi pensione


Italia Oggi 16 aprile 2013 

Risposta Covip

Un fondo pensione ha chiesto alla Covip chiarimenti in ordine alla sussistenza o meno del requisito della professionalità in capo al componente di un organo di amministrazione di società che svolga attività di consorzi e cooperative di garanzia collettiva per i fidi a favore di piccole e medie imprese (appunto i cosiddetti Confidi). 

Secondo il fondo il requisito sussisterebbe, in quanto sulla base della descrizione rilevabile dalla visura camerale della società l'attività svolta dal consigliere e l'oggetto sociale appaiono concretamente attinenti a un'attività bancario-finanziaria, di cui la materia dei fidi costituisce attività tipica correlata alle operazioni di finanziamento.

In questo caso, spiega la commissione di vigilanza, vale il Testo unico bancario, il quale al Titolo V (altri soggetti operanti nell'attività di concessione dei finanziamenti) disciplina i Confidi, prevedendo che gli stessi esercitino in via esclusiva l'attività di garanzia collettiva dei fidi e i servizi a essi connessi o strumentali. 

Pertanto, la Covip ritiene che i Confidi siano inquadrabili tra i «soggetti operanti nel settore finanziario» e, conseguentemente, che l'attività di consigliere di amministrazione presso tali società di Confidi rientra tra quelle attività di amministrazione presso enti o imprese del settore finanziario che consentono il riconoscimento del requisito della professionalità.



16-04-2013

Posizione assicurativa territoriale Inail


Italia Oggi 16 aprile 2013 

Inail, circolare n. 19/2013

Dal 30 aprile 2013 l’apertura o la chiusura di Pat (posizione assicurativa territoriale), la variazione attività e la cessazione di attività dovranno essere espletate esclusivamente on line, dal sito Internet www.inail.it, sezione Punto cliente. 

Lo spiega lo stesso Inail nella circolare n. 19/2013.

Per poter operare, occorre essere in possesso di PIN, ossia delle credenziali di accesso (registrazione al sito web dell'Inail).

La novità interessa anche il settore navigazione per il quale, sempre dal 30 aprile, traslocano online le comunicazioni di variazioni anagrafiche (armatore, nave, proprietario) e le denunce di cessazione assicurazione.



16-04-2013

Lavoro occasionale in agricoltura e visita medica


Italia Oggi 16 aprile 2013 

Decreto Ministeriale 27 marzo 2013

Il lavoratore occasionale per lavorare nei campi dovrà prima passare per l'Asl e sottoporsi a visita medica preventiva a cura e spese del datore di lavoro.

Lo stesso dovranno fare i dipendenti se impiegati in attività generiche e semplici. 

A stabilirlo è il decreto 27 marzo 2013, recante la semplificazione degli adempimenti relativi all'informazione, formazione e sorveglianza sanitaria nel settore agricolo, la cui pubblicazione è annunciata con comunicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 86/2013.

Il certificato Asl ha validità di due anni e consente di prestare lavoro per un massimo di 50 giornate l'anno (impiego stagionale).

Il decreto individua come destinatari due tipologie di soggetti:

 lavoratori stagionali (dipendenti) che svolgono presso la stessa azienda massimo 50 giornate di lavoro all'anno, limitatamente a «lavorazioni generiche e semplici non richiedenti specifici requisiti professionali»;

 lavoratori occasionali retribuiti tramite voucher che svolgano «attività di carattere stagionale nelle imprese agricole».



16-04-2013

Risorse per cassa integrazione in deroga


Il Sole 24 Ore 16 aprile 2013

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, oggi cercherà di verificare con le parti sociali la possibilità di sbloccare un primo addendum di risorse per finanziare la cassa integrazione in deroga. 

Si tratta dei 200 milioni di capienza che si renderebbe disponibile, da qui a fine anno, se si attivasse il parziale prelievo sui fondi interprofessionali da cui, come prevede la legge, si può pescare con l'assenso delle parti sociali in caso di necessità finanziaria.

L'altra verifica sarà, invece, dedicata all'impegno, preso con l’Inps, di assicurare ulteriori 200 milioni per finanziare accordi sulla cassa in deroga comunicati entro fine marzo e relativi alla coda del 2012.

Al tavolo si cercherà anche di fare il punto sull'andamento complessivo degli ammortizzatori sociali, compreso il debutto dell'Aspi e della mini Aspi in graduale sostituzione della vecchia disoccupazione.

Allo stato la contabilità delle risorse messe in capo (1,6 miliardi nel 2013; 800 milioni dal Fondo occupazione del Ministero e 730 dal Fondo sociale europeo) si ferma ai 520 milioni sbloccati nei primi tre mesi e ai 260 milioni del piano di ripartizione, già assorbiti dalle Regioni.



15-04-2013

Mancata o tardiva denuncia di infortunio


Italia Oggi 15 aprile 2013 

Nota Inail n. 2290/2013

Sono pervenute alla Direzione dell’Istituto assicuratore richieste di parere in ordine all'applicabilità della sanzione nei casi in cui sia decorso il periodo massimo di conservazione dei libri aziendali o sia intervenuta la cessazione dell'azienda.

In particolare, il problema è stato rappresentato con riferimento all'ipotesi di denuncia di malattia professionale in considerazione della possibilità della manifestazione della stessa a distanza di molto tempo dall'esposizione al rischio.

Secondo l'Inail la mancata o tardiva denuncia di malattia professionale, se dovuta a un lungo lasso di tempo trascorso, tale da rendere impossibile reperire la documentazione necessaria all’adempimento, giustificano la violazione, scongiurando l’applicazione della sanzione a carico del datore di lavoro,

Ne deriva che l'obbligo di denuncia presuppone la possibilità di adempiere e, pertanto, la sanzione può essere irrogata solo quando non vi sia, da parte del datore di lavoro, giustificato motivo per l'omissione o il ritardo che può raggiungere la somma di 7.745 euro.

Al riguardo, si specifica che le sanzioni possono essere irrogate in presenza di un comportamento colpevole e graduate in base all'entità della colpa stessa; nel nostro ordinamento, infatti, non è consentito applicare sanzioni prescindendo dal comportamento del soggetto che ha commesso la violazione. 



15-04-2013

Rateizzazione contributi Inps e premi assicurativi Inail


Il Sole 24 Ore 15 aprile 2013

Inps, circolare 27 marzo 2012 n. 48

Con la circolare in epigrafe, l’Inps rende noto che èdisponibile, dal 21 marzo 2012, il servizio per la presentazione in via telematica delle domande di Dilazione amministrativa e Riduzione delle Sanzioni civili per le aziende con dipendenti che operano con il sistema UniEmens e delle richieste di provvedimenti su Avviso di Addebito e Cartella di Pagamento per la generalità dei contribuenti tenuti all’assolvimento degli obblighi contributivi nelle gestioni previdenziali dell’Istituto.

A decorrere dal 21 marzo 2012 le domande di dilazione e riduzione delle sanzioni civili delle aziende con dipendenti che operano con il sistema UniEmens devono essere trasmesse con modalità telematica.

La domanda di dilazione può essere trasmessa dalle aziende, dai consulenti e dai professionisti che accedono mediante PIN al sito Internet dell’Istituto attraverso la sezione “Servizi on-line”. 

Le istanze inviate potranno essere visualizzate attivando il pannello di ricerca “Lista istanze inviate”, in cui è possibile verificare lo stato della domanda, l’esito e le eventuali note inserite dalla sede competente.

La domanda di riduzione delle sanzioni civili potrà essere trasmessa dai medesimi soggetti abilitati all’invio della domanda di dilazione attraverso la sezione “ Servizi on line”. 

La funzione di “consultazione domande” prevede la possibilità di verificare lo stato della domanda e l’esito che consente la visualizzazione delle note inserite dalla sede competente.






13-04-2013

Rivalutazione TFR dicembre 2012 a marzo 2013


Il Sole 24 Ore 13 aprile 2013

La rivalutazione, ai sensi dell’art. 2120 del codice civile, del Tfr maturato al 31 dicembre 2012 – per il mese di marzo 2013 – è pari a 0,656690.

Il coefficiente prende per base l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati diffuso ogni mese dall'Istat. 



13-04-2013

Domande per richiesta incentivi Inail


Italia Oggi 13 aprile 2013

Le domande di finanziamento sulla sicurezza potranno essere inoltrate telematicamente giovedì 18 aprile 2013, dalle ore 16 alle 17: lo ha precisato l'Inail, con un messaggio del 12 aprile 2013. 

A riguardo si rammenta che dal 14 marzo le domande non sono più modificabili e quelle a cui sia stato attribuito il codice identificativo possono essere inoltrate in via telematica il prossimo 18 aprile.

Gli elenchi in ordine cronologico di tutte le domande inoltrate saranno pubblicati sul sito Inail entro 7 giorni dalla chiusura dell'ultima sessione d'invio, con evidenza di quelle collocatesi in posizione utile per l'ammissibilità del contributo, ovvero fino alla capienza della dotazione finanziaria.

Dal giorno successivo, le imprese avranno a disposizione 30 giorni per trasmettere alla sede Inail competente la documentazione tramite Pec (posta elettronica certificata). 

Infine, in caso di ammissione all'incentivo, l'impresa ha 12 mesi di tempo per realizzare e per rendicontare il progetto.




13-04-2013

Contributi Inps artigiani e commercianti


Il Sole 24 Ore 13 aprile 2013

L’Inps ricorda che, dal 2013, gli artigiani e i commercianti non riceveranno più la comunicazione relativa alla scadenza dei versamenti dei contributi previdenziali, né le istruzioni per compilare il modello F24.

Dal prossimo 30 aprile i dati relativi agli importi da pagare vengono messi a disposizione via internet, mediante il cassetto previdenziale a cui si può accedere utilizzando il codice personale (PIN) rilasciato dall’Istituto di previdenza.

Nella sezione “servizi on line” del sito www.inps.it i contribuenti troveranno i dati relativi agli importi da pagare (dati del modello F24) e potranno anche visualizzare e stampare in formato PDF il modello unificato da utilizzare per il pagamento.

Le aliquote previste per quest’anno sono pari al 21,75% per gli artigiani e al 21,84% per i commercianti, valori che si riducono di tre punti percentuali per i coadiuvanti o coaudiotori di età non superiore a 21 anni.

Dal momento che il reddito minimo da prendere in considerazione per l’anno in corso è pari ad euro 15.375,00, il contributo minimale è di euro 3.347,59 per gli artigiani e di euro 3.361,41 per i commercianti, rispettivamente 278,96 euro e 280,12 su base mensile.

Oltre alla scadenza di maggio, le altre sono fissate per il 20 agosto, 18 novembre e 17 febbraio 2014 per quel che concerne le quattro rate dei contributi dovuti sul minimale del reddito.

Mentre per il saldo 2012, il primo e secondo acconto 2013 relativi ai contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale, i termini sono quelli previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche. 



12-04-2013

Nuovo decreto sugli esodati


Il Sole 24 Ore 12 aprile 2013 

Il decreto ministeriale di attuazione del terzo provvedimento di salvaguardia dalla riforma previdenziale potrebbe essere pronto la prossima settimana.

In particolare, per quanto riguarda i contributi volontari, verranno reintrodotti i requisiti previsti dalla Legge n. 228/2012.
 
Si tratta del decreto che dà il via libera alle richieste per i 10.000 salvaguardati previsti dalla legge di stabilità, lo ha reso noto lo stesso Ministro del Lavoro, Elsa Fornero al termine della riunione della commissione speciale al Senato che ha dato il parere favorevole al provvedimento.
 
Inoltre, il Ministro Fornero ha sottolineato che si sta impegnando per trovare nuove risorse per gli ammortizzatori sociali.

Secondo le stime dei sindacati delle scorse settimane solo per la cassa in deroga per il 2013 manca circa un miliardo di euro. 

Proprio su questo è prevista una manifestazione per il 16 aprile. 

Ma se mettiamo insieme tutte le richieste, dalla riduzione della pressione fiscale agli ammortizzatori, ha spiegato il Ministro, «non ci stiamo con gli equilibri economici». 



12-04-2013

Taglio dei contributi per le assunzioni di donna


Il Sole 24 Ore 12 aprile 2013 

Firmato il testo del decreto ministeriale che favorisce l’ingresso di donne disoccupate in settori produttivi caratterizzati da rilevanti disparità di genere.

A riguardo si rammenta che i commi da 8 a 11, dell’art. 4, della legge n. 92/2012 (Legge Fornero) disciplinano le agevolazioni contributive che si riferiscono a donne prive di impiego, regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell'ambito dei fondi strutturali dell'Unione europea e nelle aree di cui all'art. 2, punto 18), lettera e), del regolamento CE n. 800/08.

La medesima agevolazione è prevista per le donne, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti.

Possono usufruire della predetta agevolazione tutti i datori di lavoro.

L’assunzione può avvenire sia con contratto a termine che a tempo indeterminato.

In caso di assunzione a termine, la durata dell’agevolazione è pari a 12 mesi, qualora il contratto sia trasformato a tempo indeterminato la riduzione dei contributi si prolunga per altri 6 mesi (18 mesi complessivi). 

La durata dell’agevolazione è di 18 mesi nel caso in cui l’assunzione avvenga direttamente a tempo indeterminato.



12-04-2013

Autocertificazione uso illecito del DURC


Il Sole 24 Ore 12 aprile 2013

Ministero del Lavoro, nota n. 4839/2013

Il Ministero del Lavoro, con la nota n. 4839/2013, ha stabilito che dal 15 aprile 2013 sarà possibile l’invio telematico, alle direzioni territoriali del lavoro, delle autocertificazioni relative alla non commissione degli illeciti ai fini del rilascio del documento unico di regolarità contributiva. 

Il Documento Unico di Regolarità Contributiva è un certificato che attesta contestualmente la regolarità di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché in tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di Inps, Inail e Casse Edili, verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento. 

Per regolarità contributiva deve intendersi la correttezza nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi per tutti gli obblighi previsti dalla normativa vigente riferita all’intera situazione aziendale.



12-04-2013

Lavoro a termine e somministrazione di manodopera


Il Sole 24 Ore 12 aprile 2013

Corte di Giustizia Europea, sentenza 11 aprile 013 C-290/12

La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza C-290/12, ha precisato che il lavoro a termine e la somministrazione di manodopera sono due contratti regolati in maniera diversa dal diritto comunitario.

Pertanto, non è possibile disciplinare il lavoro somministrato con le regole del contratto a tempo determinato. 

La Corte nella sentenza in epigrafe, sottolinea che secondo il preambolo dell’accordo quadro risulta espressamente che esso non si applica ai lavoratori a tempo determinato messi a disposizione di un’azienda utilizzatrice da parte di un’agenzia di lavoro interinale.

Tale esclusione riguarda il lavoratore interinale in quanto tale e non l’uno o l’altro dei suoi rapporti di lavoro, con la conseguenza che tanto il suo rapporto di lavoro con l’agenzia di lavoro interinale, quanto quello sorto con l’azienda utilizzatrice esulano dall’ambito di applicazione di tale accordo quadro.

Orbene, l’accordo quadro non contiene disposizioni vertenti su questi aspetti specifici.

Per questi motivi, la Corte dichiara che “la direttiva e l’accordo quadro del 1999 sul lavoro a tempo determinato concluso il 18 marzo 1999 allegato a tale direttiva, devono essere interpretati nel senso che non si applicano né al rapporto di lavoro a tempo determinato tra un lavoratore interinale e un’agenzia di lavoro interinale né al rapporto di lavoro a tempo determinato tra tale lavoratore e un’impresa utilizzatrice”.



12-04-2013

Obbligo di assistenza del professionista per il CED


Il Sole 24 Ore 12 aprile 2013

Ministero del Lavoro, circolare 11 aprile 2013 n. 17

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 17/2013, ha precisato che è necessario, per i centri elaborazione dati, avvalersi dell’assistenza di un professionista iscritto ad un albo.

In particolare, rientrano nella esclusiva sfera di competenza del professionista tutte le attività necessariamente prodromiche di carattere valutativo implicanti precise cognizioni lavoristico-previdenziali, quali l’individuazione del contratto collettivo applicabile e l’inquadramento del lavoratore, nonché l’individuazione delle procedure di calcolo per l’applicazione degli istituti, lo straordinario, i congedi parentali, i riposi, i permessi, gli assegni familiari, le ritenute previdenziali e fiscali sull’imponibile.

Diversamente, i CED sono tenuti a limitarsi ad effettuare elaborazioni meccaniche ed esecutive, quali la mera imputazione dei dati (data entry) ed il relativo calcolo e stampa degli stessi, mentre è per loro esclusa la possibilità di porre in essere operazioni che includono attività di tipo valutativo e interpretativo. 

Quindi i CED possono effettuare “esclusivamente” attività esecutive e di servizio, quali le mere operazioni di calcolo e stampa dei dati retributivi nonché le attività strumentali ed accessorie.



11-04-2013

Versamento contributi gestione separata e massimale


Il Sole 24 Ore 11 aprile 2013

Inps, messaggio n. 4350 del 2013

L’Inps, con il messaggio n. 4350/2013, ha precisato che il versamento dei contributi alla Gestione Separata Inps deve essere effettuato sempre nell’ambito del massimale annuale. 

Non sono da ritenersi valorizzabili, quindi, i versamenti eccedenti tale somma. 

A riguardo si rammenta che l'art. 2, comma 57, della legge n. 92/2012 (riforma del mercato del lavoro), e successive modificazioni, ha fissato un graduale adeguamento dell'aliquota contributiva IVS.

In particolare, con riguardo ai non pensionati e ai non iscritti ad altra forma pensionistica, l’aliquota è fissata al 

  • 28,72% per il 2014; 
  • 30,72% per il 2015; 
  • 31,72% per il 2016; 
  • 32,72% per il 2017 
  • 33,72% dal 2018.

Mentre per i pensionati titolari di pensione diretta e/o iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria: l’aliquota è pari al 

  • 20% per il 2013; 
  • 21% per il 2014; 
  • 22% per il 2015 
  • 24% per il 2016.
Naturalmente, due terzi a carico del committente e un terzo a carico del collaboratore.

Il mancato versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate sui compensi dei lavoratori a progetto e dei titolari di collaborazioni coordinate e continuative, iscritti alla gestione separata, di cui all'art. 2, comma 26, Legge n. 335/1995 - l'omissione configura il reato di illecito penale - è punito con la reclusione fino a tre anni e la multa fino a euro 1.032, salvo che il committente non provveda al versamento entro 3 mesi dalla contestazione o notifica.





11-04-2013

Rinnovo contratto lavoratori domestici


Italia Oggi 11 aprile 2013

Le parti sociali hanno siglato l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei lavoratori domestici (colf e badanti). 

L’intesa prevede un aumento di 19 euro suddiviso in tre anni, a partire dal 2014, e una maggiore tutela per le lavoratrici madri. 

L’obiettivo, che le associazioni sindacali si sono date e che è stato raggiunto con l’accordo, è quello di recuperare il 20% dell’inflazione distribuito di anno in anno.

A proposito della tutela delle lavoratrici madri, i sindacati, augurandosi un recepimento, in tempi brevi, della Convenzione Internazionale ILO n. 189 sul lavoro domestico dignitoso, hanno deciso di accogliere la proposta delle organizzazioni datoriali di prolungare i tempi di preavviso per le lavoratrici madri.

L’ipotesi di accordo definitiva sarà formulata entro il prossimo 31 maggio, successivamente, nel mese di giugno, la stessa sarà oggetto di consultazioni nei territori e, quindi, giungerà alla firma definitiva.



11-04-2013

Contributi volontari più onerosi


Il Sole 24 Ore 11 aprile 2013 

Inps, circolare 10 aprile 2013 n. 56

L’Inps, con la circolare 10 aprile 2013 n. 56, ha fornito gli importi dei corrispettivi volontari relativi al 2013 a seguito della comunicazione da parte dell’Istat della variazione percentuale nell’indice dei prezzi al consumo pari al 3%. 

In particolare, dal 1° gennaio 2013, l’aliquota contributiva a carico dei lavoratori dipendenti non agricoli, autorizzati alla prosecuzione volontaria con decorrenza successiva al 31 dicembre 1995, è pari al 32,37%.

L’aliquota IVS relativa ai lavoratori dipendenti non agricoli, autorizzati alla prosecuzione volontaria con decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1995, è confermata pari al 27,87%.

L’importo dei contributi volontari degli artigiani e degli esercenti attività commerciali per il corrente anno deve essere calcolato con le seguenti aliquote:

o titolari di qualunque età e collaboratori di età superiore ai 21 anni: artigiani 21,75%; commercianti 21,84%;

o collaboratori di età non superiore ai 21 anni: artigiani 18,75%; commercianti 18,84%. 

Ed ancora, l’importo del contributo volontario dovuto alla Gestione Separata per l’anno 2013 è pari al 27,00%.

Infine, gli iscritti all’evidenza contabile separata del FPLD (Autoferrotranvieri, Elettrici, Telefonici e dirigenti ex INPDAI) e al Fondo dipendenti Ferrovie dello Stato S.p.A. continuano a versare la stessa aliquota vigente per la contribuzione obbligatoria, pari al 33,00 %.



10-04-2013

Detassazione premi di produttività anche senza deposito in DTL


Il Sole 24 Ore 10 aprile 2013

Già in riferimento al mese di aprile, le somme relative alla produttività aziendale potranno essere detassate al 10%, anche qualora il contratto aziendale non sia ancora stato depositato presso la sede della Direzione territoriale del lavoro competente. 

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha precisato, infatti, che tale deposito ha solo una finalità di monitoraggio e valutazione di conformità. 

L’art. 3 del D.P.C.M. 22 gennaio 2013 prevede che "i datori di lavoro siano tenuti a depositare i contratti presso la Direzione territoriale del lavoro territorialmente competente entro trenta giorni dalla loro sottoscrizione, con allegata autodichiarazione di conformità dell’accordo depositato alle disposizioni del presente Decreto”.

Quanto alla “autodichiarazione di conformità” da allegare ai contratti depositati, anche al fine di una maggiore semplificazione delle procedure, si ritiene che la stessa possa essere ricompresa all’interno degli stessi contratti e non necessariamente in un separato atto.

Per i contratti già depositati presso le Direzioni Territoriali del lavoro a qualsiasi titolo sarà sufficiente che l’autodichiarazione indichi gli estremi di tali contratti, senza necessità di un nuovo deposito.

L’autodichiarazione potrà essere inviata alla DTL anche tramite posta certificata e la data dell’invio sarà equiparata al deposito.

Da ultimo si precisa che, nel caso di accordi territoriali, l’invio nonché il deposito da effettuarsi, in caso di accordi regionali, presso la DTL capoluogo di regione, potrà essere effettuato da una delle associazioni firmatarie e non necessariamente anche dalle imprese che applicano l’accordo. 





10-04-2013

Minimale contributivo aziende agricole


Italia Oggi 10 aprile 2013

Inps, messaggio 9 aprile 2013 n. 5921

È stato prorogato al 6 giugno 2013 il termine per richiedere il ricalcolo dei contributi da parte delle aziende agricole per periodi precedenti al IV trimestre 2012 e l’applicazione di sanzioni ridotte. 

La proroga riguarda l’obbligo a carico delle aziende agricole di osservare il minimale contributivo, obbligo che impone di calcolare i contributi su un imponibile non inferiore alla retribuzione fissata da leggi e contratti collettivi. 



10-04-2013

Congedo per motivi di studio nella P.A.


Italia Oggi 10 aprile 2013

Consiglio di Stato, sentenza 19 marzo 2013 n. 1608

Il dipendente della Pubblica amministrazione può essere collocato in congedo straordinario per motivi di studio in relazione alla frequenza per l’intera durata di un corso per conseguire il dottorato di ricerca, purché il corso sia istituito sul territorio italiano, e pertanto tale ipotesi non si può presentare ai corsi di dottorato frequentati all’estero.

Questa è l'interpretazione che il Consiglio di stato, con sentenza del 19 marzo 2013 n. 1608, ha dato dell'art. 2 della legge n. 476 del 1984, il quale dispone che «il pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca è collocato a domanda, compatibilmente con le esigenze dell'amministrazione, in congedo straordinario per motivi di studio senza assegni per il periodo di durata del corso e usufruisce della borsa di studio ove ricorrano le condizioni richieste; in caso di ammissioni a corsi di dottorato di ricerca senza borsa di studio o di rinuncia a questa, l'interessato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dell'amministrazione pubblica». 



10-04-2013

Benefit a pensionati


Italia Oggi 10 aprile 2013

Commissione Tributaria Lazio, sentenza 6 marzo 2013 n. 148/01/13

Le riduzioni tariffarie, gli sconti e ogni tipo di beneficio che le aziende concedono ai propri ex dipendenti, in virtù del rapporto di lavoro pregresso, sono fringe benefit e sono tassati anche dopo la pensione. 

La prima sezione della Commissione tributaria del Lazio giunge a tale conclusione dalla lettura e interpretazione dell’art. 45, comma 2, lettera f) del Tuir. 

Secondo la Commissione tributaria adita «La soluzione alla questione va ricercata nell'articolo 48, comma 2 lettera f) del Tuir, dove si chiarisce che tali benefici (fringe benefit), connessi all'esistenza del rapporto di lavoro, hanno natura remuneratoria e concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente imponibile; da leggersi in combinato con l'articolo 49, comma 2 dello stesso Testo unico, che «equipara a tutti gli effetti le pensioni ai redditi da lavoro dipendente», determinando, a parere del collegio tributario, «la piena continuità tra rapporto di lavoro e trattamento di quiescenza».



10-04-2013

Pignoramento dello stipendio


Italia Oggi 10 aprile 2013

Per effetto dell’inserimento nel Dpr n. 602/1973 del nuovo art. 72-ter, il concessionario della riscossione, in deroga alle ordinarie previsioni del codice di procedura civile, può pignorare gli stipendi, i salari e le altre indennità equipollenti percepiti dal debitore nelle seguenti misure: 1/10 per importi fino a 2.000 euro, 1/7 per importi da 2.000 euro a 5.000 euro.
 
Per gli importi superiori il pignoramento esattoriale torna a coincidere con quello stabilito dalle disposizioni del codice di procedura civile nella misura più elevata pari a 1/5.

Però, una volta che la mensilità è affluita sul conto corrente bancario o postale  perde sia la qualifica di emolumento di lavoro dipendente o pensionistico che le tutele ad esse riservate dal legislatore.

E il pignoramento dei conti correnti bancari o postali da parte di Equitalia segue, per così dire, una corsia preferenziale rispetto ai creditori ordinari. 

Per tale azione esecutiva, infatti, il concessionario della riscossione può avvalersi delle disposizioni contenute nell'articolo 72-bis del dpr 602/1973 e ordinare al terzo, ossia alla banca o all'ente poste italiane, il pagamento di una somma in denaro senza la necessità di una preventiva citazione dello stesso in giudizio per verificare l'esistenza e la consistenza del credito che il debitore esecutato vanta nei suoi confronti.



09-04-2013

Pagamento contributi colf 1° trimestre 2013


Il Sole 24 Ore 9 aprile 2013

Entro domani, 10 aprile 2013, è necessario procedere al versamento dei contributi dei collaboratori domestici (colf, badante, baby sitter) relativi al 1° trimestre 2013 (gennaio – marzo). 

Bisogna tenere conto del fatto che, per effetto della Legge n. 92/2012, se il contratto è a tempo determinato, è necessario versare anche un contributo pari all’1,40% della retribuzione convenzionale. 

Fanno eccezione i contratti di sostituzione. 

Sempre entro martedì 10 aprile, il datore di lavoro dovrà pagare i contributi Cassacolf, utilizzando le stesse modalità valide per il versamento dei contributi obbligatori Inps (Mav, circuito “Reti amiche”, contact center, Inps on line), indicando il codice F2.

I datori di lavoro possono utilizzare i bollettini Mav, ricevuti al proprio indirizzo dall’Inps, sempre che i dati contenuti siano conformi al lavoro effettivamente svolto e vi sia inserito il contributo alla Cassacolf.

Con il pagamento trimestrale, il datore di lavoro adempie all’obbligo assicurativo e consente al lavoratore di poter beneficiare di una serie di importanti prestazioni, quali l’Assicurazione sociale per l’impiego o la copertura in caso di infortunio.

Mediante il codice PIN i datori di lavoro domestico possono consultare l’estratto contributivo riferito al proprio dipendente, potendo verificare la corrispondenza dei dati con quanto versato. 

Anche il lavoratore domestico, dal canto suo, accedendo all’apposita sezione tramite il proprio codice PIN e il codice fiscale, può consultare il proprio estratto conto contributivo e verificare se il datore di lavoro sta versando nei tempi e nei modi corretti quanto dovuto.



09-04-2013

Pagamento vacanza contrattuale dipendenti pubblici


Il Sole 24 Ore 9 aprile 2013

Non è ancora stato emanato il decreto che proroga il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici. 

L’importo relativo alla vacanza contrattuale, infatti, dovrebbe essere già inserito nella busta paga. 

A questo proposito si ricorda che la Legge di Stabilità 2013 non ha prorogato il blocco dei contratti collettivi sia per la pubblica amministrazione che per le società partecipate.

Per questa ragione, dal mese in corso, in attesa del rinnovo dei contratti collettivi, deve essere riconosciuta l’indennità di vacanza contrattuale.

Si tratta di una vicenda piuttosto complessa: l’indennità di vacanza contrattuale, inizialmente prevista dalla legge di stabilità 2009 con riguardo al biennio 2008-2009, viene poi riproposta dal decreto legge n. 78/2010 per il triennio 2010-2012 e, successivamente, confermata, come norma a regime dalla riforma Brunetta, che ha modificato l’art. 47-bis del decreto legislativo n. 165/2001.

Il disegno di legge di stabilità 2013 ha poi rinviato ancora per un biennio la corresponsione dell’indennità di vacanza contrattuale.

Però, questa disposizione si è persa nell’iter parlamentare. 

Pertanto, da questo mese, i dipendenti pubblici si vedono riconoscere un aumento pari al 30% dell’indice dei prezzi, calcolato a livello europeo (Ipca) che il prossimo luglio salirà al 50%.

Del resto, il Governo potrebbe bloccare l’aumento, circa 16 euro lordi al mese per il comparto enti locali, adottando l’atto regolamentare previsto dall’art. 16 del decreto legge n. 98 del 2011, che permette di prorogare a tutto il 2014 i limiti di crescita dei trattamenti economici dei dipendenti della pubblica amministrazione, ma ancora non l’ha fatto.



08-04-2013

Esternalizzazione della mansione e licenziamento


Il Sole 24 Ore 8 aprile 2013

Corte di Cassazione, sentenza 13 marzo 2013 n. 6343

La Corte di Cassazione, con la sentenza 13 marzo 2013, n. 6343, ha precisato che l’esternalizzazione di mansioni (outsourcing) giustifica il licenziamento qualora si dimostri l’impossibilità di reimpiego del lavoratore. 

Nel caso di specie, una società di ricerca, produzione e commercializzazione di farmaci decide di esternalizzare il servizio di infermeria relativo alle visite che precedono l’assunzione e di controllo dei dipendenti. 

L'infermiera, addetta al servizio, viene licenziata per soppressione del posto di lavoro. 

La Suprema Corte, rigettando il ricorso, sostiene la legittimità dell'appalto del servizio, dal momento che l'attività infermieristica esternalizzata è estranea a quella propria della società farmaceutica. 

La legittima soppressione del posto di lavoro consente, dunque, al datore di lavoro di licenziare la dipendente per giustificato motivo oggettivo, provata l'impossibilità della sua ricollocazione interna. 

A riguardo la società ha provato di aver assunto, nei dodici mesi successivi al licenziamento e con riferimento all’intero territorio nazionale, un addetto controllo qualità e un manutentore elettrico: figure professionali e ruoli completamente diversi da quello ricoperto dall'infermiera licenziata. 

In questo caso – secondo la Cassazione – l'onere di indicare in maniera concreta e non generica, come aveva fatto la ricorrente, le posizioni di lavoro in cui poter essere reimpiegata era a carico della lavoratrice. 






08-04-2013

Lavoro occasionale accessorio


Italia Oggi 8 aprile 2013

Nonostante la riforma del lavoro abbia inteso liberalizzare l’utilizzo dei voucher, per l’Inps sopravvivono alcune eccezioni sulle situazioni soggettive dei prestatori di lavoro tramite voucher. 

L’Istituto, per esempio, conferma la vecchia disciplina per l’utilizzabilità di studenti esclusivamente nei periodi di vacanza. 

In particolare, con riferimento alla categoria degli studenti, per consentire il rispetto dell’obbligo scolastico si conferma che l’impiego dei medesimi, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, è consentito durante i periodi di vacanza.

A questo proposito restano ferme le indicazioni contenute nella circolare n. 104 del 1° dicembre 2008, in base alla quale si considerano “periodi di vacanza”:

a) il periodo che va dal 1° dicembre al 10 gennaio: “vacanze natalizie”;

b) il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo il lunedì dell’Angelo: “vacanze pasquali”; 

c) i giorni compresi dal 1° giugno al 30 settembre: “vacanze estive” 

Inoltre, resta fermo che:

• gli studenti regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado possano essere impiegati il sabato e la domenica;

• gli studenti regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università e con meno di venticinque anni di età possano svolgere lavoro occasionale in qualunque periodo dell’anno.





08-04-2013

Licenziamenti collettivi


Il Sole 24 Ore 8 aprile 2013

La Legge n. 92/2012 ha previsto dei correttivi alla fase amministrativa delle procedure di mobilità, che prevede alcuni obblighi quali: la comunicazione di apertura della procedura, il versamento del contributo d’ingresso all’Inps e l’iscrizione dei lavoratori alle liste di mobilità. 

In particolare, in relazione alla comunicazione, l’obbligo di inviare agli uffici del lavoro e alle associazioni di categoria l’elenco dei lavoratori coinvolti nel licenziamento collettivo, inclusi i loro dati, può essere assolto entro 7 giorni dalla comunicazione dei recessi. 

Gli eventuali vizi della comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo possono essere sanati nell’ambito di un accordo sindacale concluso durante la procedura. 

In particolare, per quanto riguarda, invece, la procedura di attivazione della mobilità, si deve sottolineare che l'azienda, che intenda avvalersi della «mobilità», deve comunicarlo per iscritto alle rappresentanze sindacali aziendali e alle rispettive associazioni di categoria.

In assenza delle predette rappresentanze, la comunicazione deve essere inoltrata alle associazioni di categoria, aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

La comunicazione alle associazioni di categoria può essere compiuta anche per il tramite dell'associazione dei datori di lavoro alla quale l'impresa aderisce o conferisce mandato.

Inoltre, per le procedure attivate fino al 31 dicembre 2012, alla comunicazione doveva allegarsi copia della ricevuta del versamento all'INPS, quale anticipo sul versamento di una somma pari al trattamento massimo mensile di integrazione salariale moltiplicato per il numero dei dipendenti in esubero.

Contestualmente copia della comunicazione e della ricevuta del versamento devono essere inoltrate alla competente Direzione Territoriale del Lavoro, ovvero alla competente Direzione Regionale del Lavoro, nell’ipotesi di unità produttive site in diverse province, o al Ministero del lavoro, in caso di unità produttive che si trovano in regioni diverse.

Il versamento di cui sopra può avvenire anche dopo l'apertura della procedura, dato che la sua mancanza non comporta la sospensione della procedura o la sua invalidità.

L'impresa, i sindacati e gli Uffici indicati aprono un tavolo di trattative per esaminare la situazione ed individuare le possibili soluzioni alternative alla mobilità e al licenziamento.

Solo dopo aver verificato la situazione e qualora non si siano individuate soluzioni idonee alla ripresa dell'attività, l'impresa può effettuare i licenziamenti collettivi.

La comunicazione deve indicare:

- i motivi che hanno determinato gli esuberi;
- i motivi tecnici, organizzativi o produttivi a seguito dei quali l'azienda ritiene di non poter adottare misure idonee ad evitare la dichiarazione di mobilità ed il licenziamento collettivo;
- il numero, la collocazione aziendale ed il profilo professionale del personale eccedente e del personale abitualmente impiegato;
- i tempi di attuazione del programma di mobilità;
- le eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell'attuazione del programma;
- il metodo di calcolo di tutte le eventuali attribuzioni patrimoniali diverse da quelle già previste dalla legislazione vigente e dalla contrattazione collettiva.

Alla comunicazione deve essere allegata copia della ricevuta del versamento all'INPS, a titolo di anticipazione di una somma (cd. «contributo d'ingresso»).



06-04-2013

Licenziamento


Il Sole 24 Ore 6 aprile 2013

Il Tribunale di Milano ha confermato quanto espresso dal Ministero del Lavoro, per il quale il licenziamento dovuto al superamento del periodo di comporto non rientra tra quelli per giustificato motivo oggettivo; si ricorda, infatti, che, ai sensi della legge n. 92/2012, il datore di lavoro deve sempre indicare la specifica motivazione contestuale di licenziamento, mentre prima ciò avveniva su richiesta del dipendente (ordinanze 5 e 9 marzo 2013). 

A riguardo si rammenta che il Ministero del Lavoro, lo scorso 16 gennaio 2013, ha emanato una circolare volta a fornire chiarimenti operativi sulla procedura obbligatoria di conciliazione, per i licenziamenti dovuti a giustificato motivo oggettivo, alla luce delle modifiche apportate all’art. 7 della L. 604/1966 dalla L. 92/2012, che prevedono l’affidamento alla Commissione provinciale di conciliazione del compito di espletare un tentativo di risoluzione della controversia.
La Circolare si sofferma, in particolare, sul campo di applicazione della procedura e sul corretto svolgimento dei relativi adempimenti in capo alle Direzioni territoriali del lavoro.

Infatti, il comma 40, dell’art. 1 della Riforma del lavoro, introduce la procedura di conciliazione davanti alla apposita Commissione presso la Direzione territoriale del lavoro, che i datori di lavoro, i quali occupino più di 15 dipendenti, ovvero 5 dipendenti nel caso di imprenditori agricoli devono obbligatoriamente fare prima di intimare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

La violazione di tale obbligo comporta l'inefficacia del licenziamento, dal momento che esso si configura come condizione di procedibilità della domanda, pertanto, il datore di lavoro, che intenda erogare un licenziamento per ragioni economiche deve inoltrare la relativa comunicazione alla competente Direzione territoriale del lavoro e al lavoratore stesso .

Tra gli aspetti chiariti dalla circolare in oggetto si segnalano anche quelli riguardanti il calcolo del numero minimo dei dipendenti del datore di lavoro che permettono a quest’ultimo l’attivazione della procedura: tale conteggio va effettuato non al momento del licenziamento, ma negli ultimi 6 mesi, senza tener conto di temporanee contrazioni di personale.

In caso di convocazione, la circolare chiarisce che le parti possono farsi assistere da un rappresentante sindacale, da un avvocato o da un consulente del lavoro, se, poi, il tentativo di conciliazione dovesse avere esito positivo e portare alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, il lavoratore fruirà del trattamento economico assicurato dalle disposizioni in materia di Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI).

Diversamente, nel caso il tentativo di conciliazione dovesse avere esito negativo, il comportamento tenuto dalle parti, nel corso del tentativo di conciliazione, verrà valutato dal Giudice, sia ai fini della determinazione dell’indennità risarcitoria, prevista per l'ipotesi di illegittimità del licenziamento intimato per giustificato motivo oggettivo, ove non dovesse essere pronunciata la reintegrazione nel posto di lavoro, sia ai fini della determinazione delle spese di giustizia.



06-04-2013

"Salvaguardia" e fondi di solidarietà


Il Sole 24 Ore e Italia Oggi 6 aprile 2013 

Inps, messaggio 5 aprile 2013 n. 5673

L’Inps, con il messaggio n. 5673 del 5 aprile scorso e facendo seguito al messaggio n. 3771 del 4 marzo 2013, comunica che dall’attività di monitoraggio mensile delle domande di assegno straordinario, presentate per i lavoratori che intendano avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze del trattamento pensionistico vigenti prima della data di entrata in vigore della legge di riforma n. 214/2011, sono risultate - in conseguenza delle operazioni di certificazione da parte delle Sedi territoriali, compiute fino alla data del 21 marzo 2013 e delle nuove comunicazioni pervenute dalle aziende "esodanti" - ulteriori disponibilità nel contingente complessivo previsto per la categoria.

Prevista, pertanto, una disponibilità ulteriore di posti nel contingente complessivo di 19.310 unità disposta per legge, tale da consentire di allungare la lista dei beneficiari fino al 1° luglio 2013.

La novità riguarda una sola delle categorie di esodati, previste dai primi due contingenti di 65 mila e 55 mila soggetti. 

In particolare, si tratta, della categoria di lavoratori che hanno diritto all’assegno straordinario erogato dai fondi di solidarietà di settore, per i quali il decreto 1° giugno 2012, riferito ad un contingente di 65 mila persone, ha destinato 17.710 posti e il decreto 8 ottobre 2012, relativo ad un contingente di 55 mila soggetti, ha riservato ulteriori 1.600 posti, per un totale complessivo di 19.310 posti.

L’Istituto provvederà dunque ad autorizzare – previa verifica dei prescritti requisiti di legge - le predette domande fino alla decorrenza assegno straordinario 1° luglio 2013.

Come indicato nel messaggio n. 20944 del 19 dicembre 2012, l’Istituto continuerà ad effettuare l'attività di monitoraggio con cadenza mensile, anche oltre la decorrenza assegno straordinario 1° luglio 2013, al fine di tenere conto delle eventuali disponibilità che si dovessero verificare nel plafond assegnato.



06-04-2013

Detassazione del Lavoro


Il Sole 24 Ore 6 aprile 2013

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 15/2013, interpretando il concetto di retribuzione di produttività contenuta nell'art. 2 del Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri 22 gennaio 2013, ha precisato che anche gli importi corrisposti per incentivare una più efficiente modalità organizzativa beneficiano della detassazione del 10%. 

Il Decreto prevede l’applicabilità della agevolazione, qualora si dia esecuzione a contratti collettivi che prevedano l’introduzione di almeno una misura in almeno tre delle aree di intervento indicate nel decreto stesso.

Tali interventi migliorativi possono dunque consistere, a titolo puramente esemplificativo, nella introduzioni di turnazioni orarie che consentano un più efficiente utilizzo delle strutture produttive, unitamente alla distribuzione delle ferie che consenta un utilizzo continuativo delle stesse strutture, nonché in una più ampia fungibilità di mansioni tale da consentire un impiego più flessibile del personale.

Sono, inoltre, detassabili gli importi collegati a indici di produttività, di efficienza, di redditività o di innovazione. 

Si tratta di voci retributive separatamente valorizzate all’interno della contrattazione collettiva, suscettibili di variazione in relazione all’andamento dell’impresa.

Queste voci possono variare sulla base di indicatori quantitativi che vadano a remunerare un apporto lavorativo finalizzato ad un miglioramento della produttività in senso lato e, quindi, anche ad una “efficientazione” aziendale.

Le suddette voci retributive possono, infatti, far riferimento alternativamente ad indicatori di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione e, pertanto, è sufficiente la previsione della correlazione ad uno solo di essi da parte della contrattazione collettiva per l’applicabilità della agevolazione.

In ogni caso, deve trattarsi di importi collegati ad indicatori quantitativi e che possono essere anche incerti nella loro corresponsione o nel loro ammontare.




06-04-2013

Sgravi contributivi


Il Sole 24 Ore 6 aprile 2013

La legge n. 247/2007 ha introdotto gli sgravi contributivi, finalizzati a favorire la contrattazione di secondo livello.

A riguardo si rammenta che il comma 67 della legge n. 247/2007, a partire dal 1° gennaio 2008 ha istituito il Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi finalizzati ad incentivare la contrattazione di secondo livello. 

Ha previsto, in via sperimentale, un fondo per il finanziamento degli sgravi, con dotazione finanziaria di 650 milioni di euro annui per il triennio 2008-2010.

Successivamente la previsione del comma 28, dell’art. 4 Legge n. 92/2012, secondo cui al terzo periodo del comma 67 dell’articolo 1, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, sono soppresse le parole: «In via sperimentale, con riferimento al triennio 2008-2010,» e, al comma 68, i periodi secondo, terzo e quarto sono sostituiti dal seguente: «A decorrere dall’anno 2012 lo sgravio dei contributi dovuti dal lavoratore e dal datore di lavoro è concesso secondo i criteri di cui al comma 67 e con la modalità di cui al primo periodo del presente comma, a valere sulle risorse, pari a 650 milioni di euro annui, già presenti nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, relative al Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello», ovvero l’art. 4, comma 28, della legge n. 92/2012 ha reso strutturale la misura, con dotazione di 650 milioni di euro per ogni anno, a partire dal 2012.



05-04-2013

Recupero 14ma mensilità pensionati


Il Sole 24 Ore 5 aprile 2013 

Inps, messaggio n. 5442 del 2013

Completate le verifiche sulla quattordicesima erogata nel 2010, da giugno scatterà l'eventuale rateazione a carico dei pensionati che non ne avevano diritto. 

L'Inps, con il messaggio n. 5442/2013 ha comunicato di aver effettuato, lo scorso mese di febbraio, i controlli sulle quattordicesime pagate nel 2010 ai pensionati con soglia minima di reddito inferiore a 8.504 euro. 

Qualora, a seguito delle verifiche, tale parametro risulti non rispettato, da giugno l'istituto di previdenza provvederà a recuperare quanto dovuto, dilazionando l'importo in 36 rate.

Se, invece, è stato riscontrato un credito a vantaggio del pensionato, quest'ultimo lo incasserà con la pensione di aprile.



05-04-2013

Tirocini


Il Sole 24 Ore 5 aprile 2013

L'attivazione di uno stage presenta rilevanti criticità per imprese e operatori del mercato del lavoro. 

In attesa della loro recezione in specifiche regolazioni di livello regionale, non sono infatti ancora operative le linee-guida concordate tra Governo e Regioni il 24 gennaio 2013. 

Allo stesso tempo, tuttavia, non sono più vigenti le discipline di livello nazionale. 

A riguardo si rammenta che lo scorso 24 gennaio sono state approvate le linee guida per rendere omogenea l’applicazione del tirocinio su tutto il territorio nazionale. 

Le Regioni, viste le indicazioni fornite dalla Conferenza Stato/Regioni, possono disciplinare il contratto di stage, sulla base delle novità introdotte dalla Riforma del mercato del lavoro.

Con le linee guida sono stati precisati i principi e gli standard minimi condivisi, così da dare omogeneità sul piano nazionale alla disciplina dei tirocini formativi e di orientamento.

La Corte costituzionale, con sentenza n. 287/2012, ha ritenuto incostituzionale l'art. 11 del Decreto legge n. 138/2011 che faceva opportunamente salvi, in assenza di specifiche normative regionali, l'art. 18 della Legge n. 196/1997 e il relativo regolamento di attuazione.



05-04-2013

Sconto sulla produttività


Il Sole 24 Ore 5 aprile 2013 

Ministero del Lavoro, decreto 27 dicembre 2012

Dopo il DPCM che ha disciplinato l'agevolazione fiscale, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il Decreto del Ministero del Lavoro 27 dicembre 2012, che fissa i valori delle agevolazioni contributive per il 2012.
 
Dopo tre anni definiti "sperimentali", la Legge n. 92/2012 ha reso permanente lo sgravio contributivo sui premi di risultato e di produttività, anche se ogni anno dovrà essere definito, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, l'importo della retribuzione sulla quale sarà possibile applicare lo sgravio e la sua ripartizione tra accordi aziendali e accordi territoriali. 

Questo tipo di agevolazione è stato introdotto per la prima volta nel luglio 2008, con decreto legge n. 93 e consente di applicare, ad una parte della retribuzione, quella legata alla produttività, un’aliquota fissa del 10%, a titolo di imposta sostitutiva all’Irpef e alle addizionali regionali e comunali alla stessa Irpef, in luogo delle aliquote a scaglioni di reddito ex art. 11 TUIR, a esclusivo beneficio del lavoratore.

Questo beneficio fiscale è applicabile su di una misura massima di retribuzione di produttività lorda pari ad euro 2.500 euro (art. 1, comma 3, DPCM).



05-04-2013

Nuove regole impianti antincendio


Italia Oggi 5 aprile 2013 

Ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 20 dicembre 2012: “Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l’incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi”.

Il decreto disciplina la progettazione, la costruzione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti di protezione attiva o Sistemi di protezione attiva contro l’incendio.

La sua importanza non riguarda solo l’aspetto tecnico della realizzazione degli impianti antincendio, ma anche la documentazione da predisporre e presentare o comunque da tenere a disposizione per i controlli. 

Le nuove regole valgono per gli impianti di nuova costruzione, ma anche per quelli esistenti che hanno subito interventi di modifica, e si riferiscono ai prodotti conformi alle disposizioni comunitarie.



05-04-2013

Omesso versamento ritenute previdenziali


Italia Oggi 5 aprile 2013

Corte di Cassazione, sentenza 4 aprile 2013 n. 15632

Non commette il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali l’amministratore che non ha ricevuto l’avviso di pagamento dall’Inps o meglio, qualora non risulti certa la contestazione dell’avvenuto accertamento delle violazioni.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 15632 del 4 aprile 2013, ha annullato con rinvio la condanna a carico di un amministratore di condominio che non aveva versato le ritenute previdenziali.

Secondo la Suprema Corte il termine di tre mesi, concesso al datore di lavoro per effettuare il versamento dovuto e che rende operante la causa di non punibilità di cui all’art. 2 della legge 11 novembre 1983 n. 638, decorre dalla data di notifica del decreto di citazione in giudizio.

Con la notifica del decreto di citazione in giudizio il datore di lavoro viene sicuramente a conoscenza dell’accertamento previdenziale che lo riguarda e può, quindi, provvedere a sanare le violazioni contestate. 

Pertanto, il decreto di citazione a giudizio è equivalente alla notifica dell'avviso di accertamento solo se, come qualsiasi altro atto processuale indirizzato all'imputato, contenga gli elementi essenziali dell'avviso dell'ente previdenziale.



05-04-2013

Aspi ai frontalieri in Svizzera


Italia Oggi 5 aprile 2013 

Inps, circolare 4 aprile 2013 n. 50

Dal 1° aprile 2012, per effetto della decisione n. 1/2012, alla Svizzera si applicano i nuovi regolamenti comunitari, ai sensi dei quali il disoccupato residente in Italia, che sia frontaliero in Svizzera, riceve le prestazioni in base alla legislazione dello Stato membro di residenza, come se fosse stato soggetto a tale legislazione durante la sua ultima attività lavorativa. 

In forza di questo, dal 1° aprile al 31 dicembre 2012, i lavoratori disoccupati hanno diritto all’indennità di disoccupazione ordinaria in base alla vecchia disciplina.

Mentre a partire da quest’anno hanno diritto alla nuova indennità di disoccupazione, ovvero Aspi e mini-Aspi.

Nella circolare in oggetto si precisa che le domande di disoccupazione dei lavoratori frontalieri, che risiedono in Italia e lavorano in Svizzera, devono essere inoltrate esclusivamente in via telematica, mediante uno dei seguenti canali:

 via web, ovvero attraverso i servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite codice Pin dispositivo attraverso il portale dell'Istituto;

 patronati e intermediari dell'Inps, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

 Contact Center al numero gratuito 803.164 da telefono fisso e 06.164164 per chiamate da cellulare con tariffazione a carico dell'utenza.



05-04-2013

Totalizzazione P.A.


Italia Oggi 5 aprile 2013

Dipartimento Funzione Pubblica, nota protocollo n. 15888/2013

Il Dipartimento della Funzione Pubblica risponde a un quesito circa la possibilità per una pubblica amministrazione di continuare il rapporto di lavoro con un dipendente, finché raggiunga vent’anni di contribuzione e possa così andare in pensione.

Secondo la Funzione Pubblica la vicenda deve essere valutata alla luce della situazione contributiva complessiva del dipendente.

Qualora la somma di tutte le anzianità contributive, maturate presso qualunque gestione, pubblica o privata che sia, è pari o superiore a 20 anni, la pubblica amministrazione deve collocare a riposo il dipendente al compimento dei 65 anni, età massima di permanenza in servizio, qualora il lavoratore maturi prima del 31 dicembre 2011 un qualsiasi diritto al pensionamento, oppure lo deve licenziare al raggiungimento del nuovo requisito anagrafico, stabilito per la pensione di vecchiaia dalla Legge n. 92/2012. 

Se il dipendente ha, invece, un’anzianità contributiva inferiore al minimo presso tutte le gestioni, dunque insufficiente a conseguire la pensione di vecchiaia, allora la pubblica amministrazione deve verificare se proseguendo il rapporto di lavoro, oltre i 65 anni e fino ai 70 anni, il lavoratore possa maturare il requisito di anzianità minima per il diritto alla pensione. 

Se è così, il dipendente va mantenuto in servizio; diversamente, la pubblica amministrazione deve collocarlo a riposo, una volta che abbia compiuto i 65 anni, naturalmente senza tenere conto dell’incremento della speranza di vita.



05-04-2013

Danni da demansionamento


Italia Oggi 5 aprile 2013 

Tribunale Amministrativo Regione Liguria, sentenza n. 157/2013

È riconosciuto il danno non patrimoniale al dipendente pubblico demansionato dall’ente datore di lavoro: l’obbligo risarcitorio a carico dell’amministrazione scatta se esiste la prova che la dequalificazione imposta al lavoratore risulti nota, o comunque conoscibile, in tutto l’ambiente di servizio, complice il cambio di sede connesso con la modifica delle mansioni. 

Il ristoro risulta determinato nella misura equitativa del 20% dello stipendio per ogni mese in cui si è protratto l’illegittimo demansionamento del lavoratore.

Così hanno stabilito i giudici della seconda sezione del Tar Liguria con la sentenza n. 157 del 2013.

Nel caso di specie, il caposquadra dei vigili del fuoco era stato demansionato a semplice centralinista dopo aver subito un infarto, nonostante la commissione medica avesse accertato la sua idoneità a tornare alla guida degli interventi operativi.

Il demansionamento è, dunque, oggettivo, anche se questo di per sé non basta per riconoscere in capo al dipendente il diritto al risarcimento del danno “esistenziale”.

Secondo i giudici, nel caso in esame, il danno “esistenziale” risulta provato, poiché la notizia del demansionamento del caposquadra risulta essere di dominio pubblico nell’ambiente di lavoro, con l’indubbia perdita di prestigio subita dal dipendente nei confronti dei colleghi.

Il danno non patrimoniale si configura, altresì, a seguito della violazione del diritto al lavoro garantito dalla Costituzione, dato che il lavoro permette “la realizzazione della personalità individuale”.



04-04-2013

Pagamento delle prestazioni nei "call center"


Il Sole 24 Ore 4 aprile 2013

Ministero del Lavoro, circolare 2 aprile 2013 n. 14

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 14/2013, ha fornito chiarimenti alle complesse regole per gestire il lavoro a progetto all’interno dei call center, che svolgono attività in regime di outbound.

In particolare, per le attività di questo tipo non è previsto l’obbligo di redigere il progetto, ma restano applicabili altre disposizioni.

L’esclusione è disposta, peraltro, alla condizione che il contratto di collaborazione preveda la corresponsione del corrispettivo definito dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento, che viene dunque ad assumere, nella sostanza, una funzione “autorizzatoria” del ricorso a questa tipologia contrattuale, a prescindere dal requisito della predisposizione di un progetto specifico.
 
Ciò tuttavia non comporta, per le attività in questione, una deroga alle successive disposizioni contenute nel Titolo VII, Capo I, del Decreto legislativo n. 276/2003 atteso che, da un lato, le attività di call-center outbound trovano la propria disciplina nella prassi amministrativa e, dall’altro lato, la collaborazione coordinata e continuativa in oggetto è pur sempre ricondotta dalla norma alla fattispecie della “collaborazione a progetto”. 

A parte, dunque, l’esclusione dai requisiti di cui all’art. 61, comma 1, del Decreto Legislativo n. 276/2003, non v’è ragione di non applicare ai collaboratori a progetto, impegnati nello svolgimento di attività di call-center outbound, le altre norme che integrano la disciplina del rapporto di collaborazione a progetto, quali 

- le disposizioni di cui all’art. 61, comma 4; 

- l’art. 62, escluso evidentemente il riferimento alla “descrizione del progetto, con individuazione del suo contenuto caratterizzante e del risultato finale che si intende conseguire”; 

- l’art. 64, recante l’“obbligo di riservatezza”

- l’art. 65, recante le “invenzioni del collaboratore a progetto”; 

- l’art. 66, recante gli “altri diritti del collaboratore a progetto”

- l’art. 67 sulla “estinzione del contratto e preavviso”

- l’art. 69, limitatamente ai commi 2 e 3, relativi all’ipotesi in cui sia accertata, dietro lo “schermo” di una collaborazione a progetto, la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato.



04-04-2013

Rateizzazione conguaglio Inpdap


Italia Oggi 4 aprile 2013

Inps, messaggio 2 aprile 2013 n. 5447

Il messaggio n. 5447/2013 dell’Inps ha comunicato che l’Istituto, a partire dal mese di aprile, attiverà una nuova dilazione per il rimborso dell’Irpef ancora dovuta dagli iscritti ex Inpdap. 

In particolare, a seguito di specifica richiesta da parte dell’Inps, l’Agenzia dell’Entrate ha autorizzato, a decorrere dalla pensione di aprile 2013, una maggiore rateizzazione per i pensionati, che sono titolari di un reddito da pensione pari o superiore a 18 mila euro e per i pensionati per i quali non è stato possibile recuperare integralmente il debito fiscale con la pensione di marzo 2013, il recupero del debito residuo avverrà a decorrere dalla pensione di aprile 2013.

Per i pensionati che hanno un trattamento pensionistico mensile netto di importo superiore ad € 1.238,58, il recupero del debito residuo sarà effettuato dalla rata di aprile 2013, assicurando il pagamento di un importo mensile netto di € 990,86, corrispondente al doppio del trattamento minimo per l’anno 2013; tale modalità sarà applicata anche nei mesi successivi fino alla totale eliminazione del debito fiscale, utilizzando anche l’importo della tredicesima eccedente € 990,86, qualora il debito non venga estinto prima.

Per i pensionati, il cui trattamento pensionistico mensile - al netto di tutte le ritenute comprese le addizionali regionali e comunali - è uguale o inferiore ad € 1.238,58 mensili, il debito fiscale sarà recuperato entro il limite della trattenuta di un quinto della pensione; tale modalità sarà applicata anche nei mesi successivi fino alla totale eliminazione di quanto dovuto all’erario, utilizzando anche l’importo della tredicesima, qualora il debito non venga estinto prima.



04-04-2013

Gestione separata per infermieri iscritti all'Enpapi


Italia Oggi 4 aprile 2013

I Ministeri del Lavoro e dell’Economia hanno approvato il Regolamento istitutivo della gestione presso l’Ente nazionale di previdenza e assistenza alla professione infermieristica.

Presto gli infermieri che svolgono la propria attività in forma di collaborazione a progetto o, comunque, di collaborazione coordinata e continuativa potranno usufruire di questa opportunità, dal momento che con l’autorizzazione alle delibere della cassa è stato completato l’ultimo passaggio utile per dare il via alla gestione separata nazionale di previdenza e assistenza alla professione infermieristica (Enpapi).



04-04-2013

Detassazione straordinari


Il Sole 24 Ore 4 aprile 2013

Ministero del Lavoro, circolare 3 aprile 2013 n. 15

L’art. 2 del DPCM 22 gennaio 2013 stabilisce che “per retribuzione di produttività si intendono le voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività /redditività/qualità/efficienza/innovazione o, in alternativa, le voci retributive erogate in esecuzione di contratti che prevedano l’attivazione di almeno una misura in almeno tre delle aree di intervento” definite dalla legge.

Ci sono dunque due livelli, alternativi tra loro, di voci retributive detassabili; quindi, il datore di lavoro può detassare le voci appartenenti all’uno o all’altro canale, ma in alternativa, non può cumulare le voci, individuate con il primo canale a quelle individuate con il secondo canale.

Sono, dunque, detassabili gli importi collegati a indici di produttività, di efficienza, di redditività o di innovazione.

Sono, altresì, detassabili le voci retributive, erogate in esecuzione di contratti territoriali o aziendali, che prevedano almeno una misura in almeno tre delle aree di intervento finalizzate a premiare: 

• la flessibilità nell'organizzazione dell'orario di lavoro volta a migliorare l'utilizzo degli impianti e, più, in generale la flessibilità della produzione;

• la distribuzione flessibile delle ferie per la parte eccedente le due settimane;

• il maggior ricorso e diffusione di tecnologie informatiche; 

• la fungibilità delle mansioni in funzione della miglior produttività anche funzionali a processi di innovazione.

Inoltre, gli indici quantitativi devono essere riscontrabili anche se non necessariamente raggiunti. 

Ciò premesso, sono agevolate le forme di lavoro flessibile e, più in generale, gli importi pagati per migliorare l'organizzazione dell'azienda.

Sono validi anche i contratti sottoscritti in data anteriore alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dpcm 22 gennaio 2013. 



03-04-2013

Oneri connessi all'Aspi


Il Sole 24 Ore 3 aprile 2013

Con l’introduzione a regime dell’Aspi, dal 1° gennaio 2017, per i datori di lavoro si profilerà un nuovo scenario con riguardo agli oneri sostenuti. 

Al contributo dell’1,61% si aggiungerà, tra l’altro, quello dell’1,40% per i contratti a termine. 

Le aziende di minori dimensioni dovranno farsi carico anche dell’onere una tantum in caso di licenziamento di un dipendente. 

Per converso, la scomparsa della mobilità determinerà un alleggerimento per le grandi imprese. 

In particolare, si rammenta che per il finanziamento dell’ASpI è stabilito l’obbligo di versamento di un contributo ordinario: il contributo complessivo è pari all’1,61% (1,31 + 0,30) della retribuzione imponibile. Tale contributo è dovuto anche per gli apprendisti. 

Un contributo addizionale dovuto nella misura dell’1,40% della retribuzione imponibile con riferimento ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato, con la conseguenza che la contribuzione complessivamente dovuta per l’Aspi è pari al 3,01% (1,61% + 1,40%) della retribuzione imponibile. 

Il contributo è dovuto per tutti i rapporti in essere al 1° gennaio 2013 e non solamente per quelli instaurati dalla medesima data. 

Infine, è previsto un contributo in caso di interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’ASpI. 

È dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41% del massimale mensile di ASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni. 

Il contributo è dovuto anche per le interruzioni dei rapporti di apprendistato diverse dalle dimissioni o dal recesso del lavoratore, ivi incluso il recesso del datore di lavoro al termine del periodo di formazione. 

Il contributo non è dovuto, fino al 31 dicembre 2016 , nei casi in cui sia dovuto il contributo di ingresso nelle procedure di mobilità. 



03-04-2013

Esodati


Il Sole 24 Ore 3 aprile 2013

Il Decreto Legge n. 78/2010 ha stabilito la soppressione, dal 31 maggio 2010, dell'Istituto postelegrafonici e il trasferimento delle funzioni e del personale all'Inps.
 
Tale decisione, che ha comportato la necessità di trasferire all'istituto di previdenza anche le posizioni degli iscritti all'Ipost, poiché tale scelta sta condizionando l'esito del primo provvedimento di salvaguardia, dal momento che l'Inps non ha il quadro della situazione per quanto riguarda gli esodati postali. 

Infatti, a decorrere dal 31 maggio 2010,  il Fondo di Quiescenza Poste, al quale sono obbligatoriamente iscritti i dipendenti di Poste Italiane e Società collegate, già gestito dall’ente soppresso, viene amministrato dall’INPS.

A seguito del trasferimento delle funzioni all’INPS, a regime, la gestione del “Fondo di Quiescenza Poste” è stata accentrata presso una sola struttura INPS territoriale, allo scopo di garantirne un governo unico ed unitario.

A tal fine è stata individuata la Filiale di coordinamento di Roma EUR, presso la quale è costituito uno specifico Polo Specialistico, competente per la gestione dei flussi informativi e per le attività di produzione inerenti la gestione del Fondo di Quiescenza Poste. (sul punto si veda circolare INPS n. 100/2011).



03-04-2013

Operazione Poseidone


Il Sole 24 Ore 3 aprile 2013

In questi giorni molti contribuenti stanno ricevendo dall'Inps una lettera con la quale sono iscritti d'ufficio alla gestione commercianti con relativa richiesta di contributi e sanzioni, in quanto l'iscrizione è retroattiva al 1° gennaio 2008.

Tra i lavoratori raggiunti dal provvedimento ci sono i soci di centri elaborazione dati (Ced), la cui iscrizione all'Inps prima era rifiutata da parte dell'Istituto di previdenza e ora, invece, è attuata d'ufficio.



03-04-2013

Mobbing


Il Sole 24 Ore 3 aprile 2013 

Corte di Cassazione, sentenza 2 aprile 2013 n. 7985

Il mobbing può essere accertato dal giudice del lavoro solo se viene data la prova circa una serie di atti vessatori compiuti ai danni di un lavoratore, collegati tra loro allo scopo di arrecare un danno alla persona. 

Ai fini della ricorrenza del mobbing, non basta ipotizzare un semplice svuotamento di mansioni, ma bisogna anche dimostrare che il datore di lavoro ha realizzato un insieme di azioni coordinate per emarginare il dipendente. 

Lo ha affermato la Corte di Cassazione, con la sentenza in epigrafe, rigettando il ricorso di un dipendente di un Comune dell’Umbria, che era stato destituito dall’incarico di responsabile di sezione e per questo chiedeva non solo di essere reintegrato nella mansione, ma anche la condanna al risarcimento dei danni.

La Suprema Corte ha, dunque, respinto le istanze del lavoratore, precisando che “non vi è contraddittorietà della motivazione, in quanto il ricorrente non tiene conto che secondo la Corte del merito il mobbing presuppone l’esistenza, e, quindi, l’allegazione di una serie di atti vessatori teleologicamente collegati al fine dell’emarginazione del soggetto passivo”. 



03-04-2013

Detassazione premi di produttività


Il Sole 24 Ore 3 aprile 2013 

Ai fini della detassazione delle retribuzioni di produttività sono validi gli accordi sottoscritti anche prima della pubblicazione del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, approvato il 22 gennaio 2013, purché essi abbiano i requisiti stabiliti dalla norma. 

La norma, dunque, impone un vincolo specifico nel periodo di erogazione delle somme (il 2013) e un vincolo indiretto che riguarda la validità degli accordi (efficacia per il 2013) dovendo le somme essere in esecuzione di essi. 

La disposizione, tuttavia, non impone che il contratto sia sottoscritto nel corso del 2013 per beneficiare dell'agevolazione.
 
Il comma 1, dell’art. 1, del DPCM prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10%, per il periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2013 sulle somme erogate a titolo di retribuzione di produttività, in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali, ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali, da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda.

Il datore di lavoro dovrà, poi, depositare i predetti contratti presso la Direzione Territoriale del lavoro, territorialmente competente entro 30 giorni dalla loro sottoscrizione, allegando un’autodichiarazione di conformità dell’accordo al DPCM.